«Niente censura ma questo vescovo è lontano dal Papa»
Mario Zamorani (Pluralismo e Dissenso) scrive a Bergoglio «Tra chi ha sottoscritto anche persone della Diocesi»
«Non chiediamo un intervento di censura, vogliamo solo segnalare i disagi che stanno crescendo nella comunità ferrarese, cattolica e non».
Così Mario Zamorani spiega l’iniziativa, pensata dall’associazione Pluralismo e dissenso prima delle polemiche sulle frasi attribuite dal Fatto Quotidiano all’arcivescovo Luigi Negri, di inviare una lettera a Papa Francesco e per conoscenza al presidente della Conferenza episcolale italiana, Angelo Bagnasco, e al segretario generale Nunzio Galantino.
«Con Negri – spiega il radicale – avevo già provato a interloquire in passato, ora non più; mancano i margini per un confronto utile, dall’altra parte non c’è un segnale».
Ecco quindi scattare l’idea di rivolgersi direttamente a Papa Bergoglio, senza far venire meno la posizione di laicità da cui si parte.
«Io non sono un credente – dice Zamorani – ma se pregassi lo farei affinché il Papa possa essere ancora per lungo tempo in forma fisica e pieno di energia: è un’autorità, morale e non solo, di grandissimo livello, un leader mondiale come non ce ne sono altri. Mentre a monsignor Negri auguro di vivere una vita più serena».
La lettera è pubblicata sul web all’indirizzo http://pluralismoedissenso.altervista.org, dove si può leggere tra l’altro una collezione delle più recenti affermazioni, quelle più discusse e controverse, dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio.
La raccolta di firme in calce alla missiva è già partita e ha trovato sottoscrittori (si può aderire direttamente via internet) negli ambienti diocesani e non solo: tra i primi a sostenere l’iniziativa di Pluralismo e dissenso ci sono Massimo Faggioli (docente di Storia del Cristianesimo all’università di S.Thomas di Minneapolis ma nato a Ferrara), l’ex assessore comunale Alessandra Chiappini e l’artista Maria Paola Forlani.
Fabio Terminali
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