Sicurezza, il centrodestra reinventa le ronde
Ferrara, Forza Italia, Lega e Fdi insieme: un albo comunale per gli “osservatori di quartiere”. Banchetti unitari per raccogliere le firme. Ultimatum al Pd sulla bonifica del PalaSpecchi
FERRARA. A piccoli passi. Anche a Ferrara sta cercando di mettere radici l’alleanza di centrodestra auspicata da Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.
La foto dei tre leader sul palco di Bologna, l’8 novembre scorso, ha fatto il giro d’Italia (come la notizia che era Berlusconi questa volta a fare il “gregario” di Salvini) e in città non sono rimasti a guardare. Il sodalizio politico, già operativo sotto forma di coordinamento in consiglio comunale, punta ad esportare il modello unitario nel resto della provincia in vista delle amministrative del 2016. Ieri è stato lanciato il primo appuntamento congiunto, un’iniziativa sulla sicurezza. «Abbiamo deciso di partire da uno dei problemi più impellenti – ha esordito Matteo Fornasini (Fi) – mentre il Pd in consiglio fa melina».
Uno degli obiettivi dichiarati è istituire «un albo di cittadini non armati, osservatori-volontari della sicurezza dei quartieri», evoluzione centrodestrista delle vecchie ronde del Carroccio. Poi si punta sulle telecamere, sugli incontri con i rappresentanti di quartieri e frazioni ritenuti meno sicuri, sulla creazione di una “Consulta permanente per la sicurezza” e sulla collaborazione con agenzie di polizia privata. «Presenteremo la mozione in consiglio dopo aver raccolto le firme dei cittadini, speriamo migliaia. Poi vedremo se il Pd se la sentirà di non approvarla - ha annunciato Fornasini - Quando abbiamo proposto al Comune di costituirsi parte civile nella vicenda Tartari ci siamo chiesti se il silenzio che è seguito fosse dovuto al fatto che c’è un consigliere comunale di maggioranza (l’avvocato Alberto Bova) che difende uno degli indagati».
L’iniziativa dei tre partiti “convergenti” prende le mosse dal «recente appello del questore, che sollecita un contributo alla sicurezza anche da parte dei cittadini». La richiesta di attivare questi organismi «arriva soprattutto dal forese». Il consigliere leghista Giovanni Cavicchi, presente in conferenza assieme al responsabile della sicurezza, Nicola Lodi, rivendica la «paternità di queste proposte, io le avanzai già negli anni ’90 per la vicenda del Grattacielo, poi si sono aggiunti via Oroboni, via Bianchi, piazza Castellina etc. Il sindaco oggi dice che va incontro alle esigenze dei cittadini, ma è tutta immagine. Noi non vogliamo ostacolare la bonifica del Palazzo degli Specchi, ma dal 2 gennaio in poi - se non si sarà mosso nulla - torneremo a manifestare con blocchi stradali e occupazioni». Il centrodestra sferza Tagliani e l’assessore Sapigni: «Prima di andare a parlare con le comunità islamiche parlino con i cittadini ferraresi».
Paolo Spath (Fdi) è fiducioso: «Dopo 70 anni, unita, l’opposizione può vincere. Il nostro modello di sicurezza è integrato: forze dell’ordine, osservatori di quartiere, telecamere. Usiamo i 2 milioni di avanzo di bilancio del Comune per fare queste cose». Paola Peruffo (Fi) sottolinea la vastità del territorio da controllare e la presenza forte di una popolazione anziana: «Bisogna anche coinvolgere le associazioni straniere». Vittorio Anselmi (Fi) ricorda che «il Pd parlava di sicurezza come “percezione soggettiva”, ora ha cambiato idea. Siamo stati tra i primi a tentare di trovare soluzioni concrete per il Grattacielo, adesso anche il Pd si è accorto che ci sono proposte alternative». Oggi alle 17 davanti al McDonald’s banchetti unitari per la raccolta delle firme sulla mozione-sicurezza.
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