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«Carife, colpe dei cda non della politica»

«Carife, colpe dei cda non della politica»

Il deputato Bratti (Pd) interviente sulle vicende ferraresi: anche se il governo qualche pasticcio di procedura lo ha fatto

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Alessandro Bratti, deputato ferarerse dal Pd, parla a ruota libera delle vicende cittadine.

Onorevole Bratti, iniziamo dalla questione più bruciante, la crisi di Carife e i risparmi andati in fumi di tanti azionisti e obbligazionisti. Chi ha sbagliato? E la politica anche locale non ha responsabilità?

«Su chi ha sbagliato mi sembra non ci siano dubbi: il management della Cassa di Risparmio, Presidenti e Consiglieri di Amministrazione. Si sta assistendo ad una strana discussione per cui “la politica” viene citata come responsabile dei problemi della Banca. Non so a quale politica ci si riferisca. Io sono stato contattato dai vertici della Cassa e della Fondazione solo e unicamente dopo la lettera del Ministro Saccomanni che dichiarava il commissariamento. Prima mai nessuno mi aveva informato della situazione di crisi né mai mi si è chiesto un parere. E anche ultimamente rispetto al decreto “salva banche” solo i rappresentanti del Pd nelle diverse Istituzioni nonché i piccoli azionisti della Banca mi hanno chiesto di attivarmi insieme ad altri deputati al fine di accelerare alla Camera l'iter in Commissione Finanze. Cosa che puntualmente ho fatto. Ho informato il Sindaco e in quell'occasione anche il Presidente della Fondazione. Poi il Governo qualche pasticcio procedurale l'ha fatto e il prodotto finale forse poteva essere migliore. La politica locale il Pd ? L'intervista di Vitellio sul vostro giornale dell'Agosto scorso era molto chiara: concordo al 100%. I partiti devono fare altro e ricordo che quando un autorevole esponente del Pd (Fassino ndr) disse abbiamo una Banca successe il finimondo. Quindi basta sciocchezze».

Ci sono possibilità di modificare il decreto salvabanche, soprattutto per ridurre la ricaduta negativa sugli obbligazionisti visto che le commissioni parlamentari si erano già espresse in questa direzione?

«Nonostante nessuno della Fondazione né dei sindacati mi abbia chiesto nulla, insieme ai marchigiani colleghi del Pd abbiamo presentato un'interrogazione per chiedere delucidazioni sul tema obbligazionisti. Martedì ci sarà una riunione per capire quali possibilità ci sono per modificare il decreto. Ricordo che già avevo presentato un'interrogazione al Governo per chiedere se era addirittura possibile preservare i piccoli azionisti: la risposta la conoscete. D'altronde i posti di lavoro sono stati salvati e anche i correntisti tutelati. In 8 anni da Deputato con la Banca ho interagito solo come dirigente della Pallavolo riguardo ai contributi erogati per lo sport. Sul resto mai nessuno mi ha chiesto nulla».

Petrolchimico, qualche fiammata di troppo negli ultimi giorni uscite dalle torce hanno sollevato nuove preoccupazioni. È tutto ok?

«La situazione ambientale del Polo chimico di Ferrara è sotto controllo e Arpa ha le professionalità adeguate per svolgere il lavoro di monitoraggio e controllo. Come Commissione sulle attività illecite collegate al ciclo dei rifiuti e delle bonifiche abbiamo fatto un controllo accurato sullo stato delle bonifiche a Ferrara, Mantova, Ravenna e Marghera. Ferrara e Ravenna sono di gran lunga i siti dove più si è fatto dal punto di vista ambientale. Sulle stesse torce d'emergenza è stato fatto nel recente passato un ottimo lavoro. Anche in questo caso mi sono preoccupato di seguire l'iter di ambientalizzazione presso il Ministero dell'Ambiente».

Gli investimenti nel petrolchimico sono stati un fiore all'occhiello del nostro sito ma ora Versalis potrebbe passare la mano. Che fine faranno gli investimenti e le bonifiche che erano stati annunciati?

«Vi è giusta preoccupazione per ciò che sta avvenendo nella chimica italiana. Anche se gli investimenti su Ferrara non penso siano a rischio. A differenza di altri settori però, si pensi alla siderurgia, vi è stato poca discussione a livello parlamentare. Mi sembra che non se ne voglia parlare lasciando un po' "carta bianca" ad Eni. Il problema non è la vendita di Versalis (ci può stare), il problema è capire che fine fa la chimica in Italia. E soprattutto dopo che si parla tanto di Economia verde capire se su questo segmento strategico l'Italia vuole essere leader o meno. Vedo che in Regione finalmente si è iniziato a discutere di chimica. La eventuale crisi di Ferrara o Ravenna si ripercuoterebbe su tutta l'economia regionale».

Parliamo di infrastrutture. Il punto sulla Cispadana che sta particolarmente a cuore a Regione e Comune, si fa o no in tempi brevi?

«È una delle poche infrastrutture stradali su cui credo, al di là di qualche problema del tracciato, c'è stata ampia convergenza e quindi ci siano le condizioni per procedere. Credo sia importante completare la SS 16 dopo di che ritengo che sia indispensabile parlare di infrastrutture ferroviarie e di trasporto pubblico».

Il vescovo Negri è finito di nuovo al centro di vicende nazionali. Voi ferraresi a Roma quale idea vi siete fatti?

«Penso che Ferrara si meritasse una personalità diversa. Questo vescovo ha dipinto la nostra realtà in maniera falsa. Evocando addirittura riti satanisti. Su l'ultima vicenda poi non ho parole. E' vero che ha negato quell'interpretazione nei confronti del Papa ma di scivoloni e di interventi inopportuni di stampo oscurantista né ha già fatti troppi».

Onorevole, quando finirà il suo secondo mandato da deputato in Parlamento, punterà al tris o sta studiando da sindaco di Ferrara come successore nel 2019 di Tagliani?

«Mi sto occupando del problema delle bonifiche e dei traffici illeciti collegati al ciclo dei rifiuti e delle relazioni con la criminalità organizzata, ho contribuito con altri ad approvare l'introduzione dei reati ambientali nel codice penale, devo come relatore nei prossimi giorni portare ad approvazione la prima legge sulla green economy in Italia. Con la Commissione che presiedo sono appena tornato dalla Spagna per verificare lo stato della gestione dei rifiuti nucleari e quindi sollecitare il Governo italiano a pubblicare la carta per la costruzione del deposito nucleare. Al momento penso a far bene il mio lavoro. Lunedì incontro il mio datore di lavoro che è il Rettore dell'Università : per ora questi sono i miei obiettivi». (g.p,z.)

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