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Sostegno alle aziende che puntano sui prodotti biologici

Sostegno alle aziende che puntano sui prodotti biologici

L’analisi del presidente della Cia Stefano Calderoni dopo i bandi del Piano di sviluppo rurale della Regione

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«È iniziato e continua il cambio di rotta dell'agricoltura, un cambiamento forte che porterà la nostra provincia e l'intera regione Emilia - Romagna verso una produzione a basso impatto ambientale, all'aumento del biologico e a una maggiore attenzione per la conservazione della biodiversità».

È questo il primo commento di Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara, a pochissimo dall'uscita degli otto bandi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione che assegneranno oltre 115 milioni di euro alle aziende agricole che decideranno di puntare su lotta integrata, biologico, gestione di zone umide e difesa delle razze antiche nell'ottica di preservare la biodiversità. I bandi relativi alla Misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” e 11 “Agricoltura biologica” usciranno proprio nella giornata di domani e le domande potranno essere presentate entro il 29 gennaio 2016. «Queste risorse del PSR - continua Calderoni - sono state stanziate con l'obiettivo di sostenere l'agricoltura come parte integrante di un ambiente da preservare, un'agricoltura che tutela uomo e territorio. Un intento che Cia Ferrara sta perseguendo da diverso tempo, basta pensare al nostro progetto di creare un Biodistretto nella zona del Delta del Po, pensato nell'ottica di uno sviluppo economico delle nostre aziende agricole che allo stesso tempo conserva la biodiversità. E non si tratta di una scelta unicamente etica perché le tendenze di mercato ci dicono che il biologico nel 2015 è cresciuto in Italia di circa il 20% con un fatturato annuale superiore ai 2,5 miliardi di euro. Il consumatore è, dunque, sempre più attento alla qualità dei cibi che sceglie, anche a livello di bassi residui per preservare benessere e salute». «Questi bandi del Psr - continua il presidente Cia - vanno proprio verso un'agricoltura con meno «chimica" tanto che ben 41,6 milioni di euro andranno a quelle aziende che già praticano la lotta integrata ma anche agli agricoltori che vogliono iniziare la prima produzione attraverso questa pratica agricola. Sono, invece, 36 i milioni dedicati completamente al biologico, dai seminativi alla zootecnia, sia per implementare la produzione delle aziende bio che per convertire la produzione di quelle tradizionali. Ma non sarà solo questa misura a favorire il comparto perché in tutte le misure che saranno varate dalla Regione le aziende biologiche avranno punteggi superiori nelle graduatorie di attribuzione dei contributi». «Voglio sottolineare infine - conclude Calderoni - l'importanza agricola e culturale degli 8,6 milioni previsti dai bandi per recuperare le razze autoctone antiche che rischiano di estinguersi; degli 8,4 milioni per il ritiro dei seminativi per 20 anni nelle zone di pianura, così da proteggere la biodiversità di prati umidi e macchie arbustive e i 4,6 milioni per proteggere il paesaggio agrario e creare corridoi ecologici, una sfida per la conservazione della bellezza e autenticità delle campagne che Cia ha promosso alla recente Expo che si è tenuta a Milano».

Andrea Tebaldi

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