Via Lunga, dimessa donna ferita
Omicidio di Renazzo: la 53enne nuora di Cloe Govoni ieri è tornata a casa. Tolti i sigilli all’abitazione
RENAZZO. Maria Humeiuc, la nuora 53enne romena di Cloe Govoni (l’84enne assieme alla quale è stata selvaggiamente picchiata il 6 novembre scorso; Cloe Govoni è morta all’ospedale di Cona dopo 5 giorni di atroce agonia), è stata dimessa ieri dall’ospedale Bellaria di Bologna dove ha trascorso gli ultimi giorni di cure. Sta discretamente ed ha potuto fare rientro in quella casa di via Lunga 4 dentro la quale due connazionali (entrambi in carcere a Ferrara) l’avevano ridotta in fin di vita. Dopo l’immediato ricovero d’urgenza all’ospedale Maggiore, la Humeiuc è stata trasferita al “Bellaria” per la fase finale dei trattamenti sanitari cui è stata sottoposta dopo la brutale aggressione subita quel mattino. Le sue dimissioni dall’ospedale sono di estrema importanza: la donna potrà, infatti, fornire, non appena sarà in grado di parlare, indicazioni importanti su come si sono svolti quei tragici fatti del 6 novembre, sulle reali responsabilità di Constantin Grumeza, 22 anni, e del complice Leonard Veissel, di 26, autori materiali del terribile pestaggio avvenuto a mani nude, tuttora rinchiusi nel carcere ferrarese dell’Arginone, e che dovranno rispondere di omicidio volontario, tentato omicidio e rapina aggravata. È quello che si aspetta lo stesso sostituto procuratore Filippo Di Benedetto, che ha coordinato le indagini fin dalle prime ore successive all’aggressione seguendo subito la pista giusta, non appena avrà la possibilità di parlare con la Humeiuc, sopravvissuta alla follia omicida dei due connazionali e quindi, con ogni probabilità, in grado di fornire dettagli utilissimi per ricostruire il succedersi dei fatti (in particolare come si è svolta l’aggressione) di quella mattina tragica. Per ora il sostituto procuratore non ha ancora avuto modo d’incontrare la donna (a differenza dei carabinieri di Cento che avrebbero avuto un breve incontro di cui tuttavia non è dato conoscere i contenuti). Nel frattempo qualcosa è cambiato anche in quella casa di via Lunga: sono stati tolti i sigilli, cioè l’abitazione, su disposizione dell’autorità giudiziaria, non è più sotto sequestro. Infine, il pm Di Benedetto attende gli esiti dell’autopsia sul corpo di Cloe Govoni, altro esame che potrà fornire preziosi indizi.
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