«Carife è tornata normale», parola di Capitanio
Ferrara, dopo la nascita della nuova banca parla l’amministratore delegato e rassicura i ferraresi: "Non lasciamo il territorio e andiamo di corsa"
FERRARA. Stile assertivo, tono energico, l’eloquio fluido di chi è abituato a convincere usando le parole. Giovanni Capitanio, l’amministratore delegato della Nuova Carife, da una settimana è al timone della good bank, quella con i conti in ordine che dovrà essere “valorizzata” e ceduta alle migliori condizioni «mantenendo il legame forte che ha stretto col territorio». L’afasia comunicativa dei mesi scorsi, i silenzi che hanno mandato in bestia clienti e dipendenti, li ha chiusi in un cassetto. «Quella fase durata oltre due anni è finita. Pochi giorni fa è nata la Nuova Carife - ricorda - e oggi è una casa di vetro, trasparente, un ritorno alla normalità. Lo dico ai clienti, ai dipendenti». Ma la dichiarazione suona anche come un monito per il mercato.
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A Capitanio piacciono le immagini figurate e la prossima sembra coniata apposta per la concorrenza: «Abbiamo indossato le scarpe da tennis». Probabilmente l’ha già usata, e più di una volta, nei faccia a faccia con i clienti e nelle interviste coi giornalisti. Il rilancio di un marchio dipende anche dall’immagine che si è deciso di vendere.
Ma bisogna evitare anche i passi falsi. Nessun commento, quindi, all’affermazione che Roberto Nicastro, il presidente delle quattro ‘good bank’ (Carife, Banca Marche, CariChieti e Banca Etruria), ha rilasciato sabato all’Ansa: «L’apertura delle banche il lunedì mattina (dopo il decreto, ndr) non era scontata», così come «non era scontato pagare gli stipendi il 27».
«L’interpretazione autentica di quelle parole spetta a chi le ha rilasciate», è la risposta istituzionale di Capitanio seguita, en passant, da una postilla: «Comunque noi gli stipendi li abbiamo pagati il 20». Cioè prima del varo di bad e good bank, stando al calendario. Ma quello è di nuovo il passato, anche se recentissimo. L’agenda degli appuntamenti della Nuova Carife trabocca di impegni futuri, anche istituzionali, e il neo-ad non può distrarsi. Deve guardare avanti. Oggi a Roma il pool dei dirigenti contabili della Nuova Cassa andrà a incontrare Nicastro assieme agli omologhi della altre tre aziende di credito liberate delle sofferenze e confluite nella bad bank.
«Riunione operativa - così la definisce Capitanio - Saranno messi a punto alcuni meccanismi di ‘back office’, ad esempio per la stesura dei bilanci, in modo da accelerare il più possibile ogni procedura (che a livello centrale riguarda quattro banche, ndr) e presentarci pronti alla scadenza, fra pochi mesi. Inoltre vogliamo lasciarci alle spalle la sospensione dalla Bce (conseguente al commissariamento, ndr)».
Uno sfizio tecnico? «No - replica l’ex commissario - è un passo importante perché ci darà la possibilità di attingere a una copiosa liquidità concessa a tassi vantaggiosi, che per noi significherà poter rendere più appetibili i nostri prodotti». Nella capitale non si parlerà di piani di ristrutturazione, nè di riorganizzazione degli uffici, di aperture o chiusure di servizi. «Altrimenti ci sarei andato io», fa notare Capitanio che ha già incontrato Nicastro nei giorni scorsi. Il neo-ad sta curando personalmente i contatti con i clienti più significativi. Una delle “mission” da non perdere mai di vista è «riportare a casa chi ha valutato di fare altre scelte. Ma per ottenere il risultato dovremo metterci tutti la faccia».
Una dichiarazione che sottende un messaggio non difficile da decifrare. Capitanio sa bene che dopo lo switch off di domenica 22 novembre, con lo strascico di risparmi bruciati e di cause legali già annunciate, non ci saranno i tempi supplementari. «La Bce ha già definito come dovrà cambiare il sistema bancario nazionale - rimarca - dimensioni più grandi per sostenere meglio i costi e rafforzare la capitalizzazione degli istituti. Il mercato europeo si sta riorganizzando. La Nuova Carife è ben piantata nel territorio, ha una presenza capillare di sportelli e può rappresentare un obiettivo interessante per banche con un eccesso di capitali. In vista di questo traguardo stiamo già lavorando per mantenere il Cet1 (l’indice che misura la solidità di una banca, ndr) sopra il 9% e rendere fruttuosa la liquidità già acquisita dalla Cassa». E i rapporti con la bad bank? «I crediti che dovevamo cedere sono stati ceduti, il finanziamento lo abbiamo incassato - conclude l’ad - Si stanno definendo gli ultimi dettagli di tipo legale e contrattuale, siamo agli sgoccioli. Poi ognuno marcerà per la sua strada».
Gioele Caccia
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