Carife, esposto in procura di Asso-consum
Question-time di Alan Fabbri (Lega) in Regione: "Tradita la fiducia dei ferraresi". Il segretario Pd Calvano: "Bene l'azione giudiziaria, ma sbagliato attrubuire la responsabilità al governo"
FERRARA. Un esposto alla procura di Ferrara sull'operazione-Carife. A inviarlo è stata l'Asso-consum, l'associazione per la difesa dei consumatori, degli utenti e dei cittadini, alla luce del salvataggio dal rischio default della Banca ferrarese da parte del decreto del Consiglio dei Ministri emanato il 22 novembre. Alla magistratura viene chiesto che "venga accertato se il rischio di default sia dovuto a malversazioni interne o a speculazioni".
L’associazione si chiede anche se tale provvedimento "possa consideransi costituzionale in quanto azionisti e titolari di obbligazioni nel momento in cui hanno investito i propri capitali nella Banca non erano a conoscenza di tale rischio".
“Un provvedimento - afferma il presidente Aldo Perrotta - che, varato domenica, salva le banche ma mette in ginocchio i risparmiatori, piccoli azionisti e obbligazionisti dei territori di riferimento con piena fiducia nella propria banca. Autorità di vigilanza e le stesse banche, nelle discussioni su come procedere al salvataggio, come mai non si sono per nulla preoccupate delle conseguenze sulla clientela?”.
E di Carife si discuterà anche alla prossima riunione del consiglio regionale, prevista con ogni pronabilità per giovedì 10 dicembre. A portare la vicenda all'attenzione dell'assemblea sarà un question time presentato dal capogruppo della Lega Nord Alan Fabbri, che è anche segretario del Carroccio a Ferrara. Fabbri per l'occasione invita “azionisti, obbligazionisti danneggiati dal decreto a presentarsi in aula e a pretendere, con noi, un segnale concreto anche dalla Regione”. Il decreto del governo, sottolinea il capogruppo leghista, è incostituzionale perché "in contraddizione con gli articoli 47 e 117 della Carta". Da qui l'invito al governatore Bonaccini "a sollevare la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta. Si è svenduto un patrimonio, un nome, una storia. E’ stata tradita la fiducia dei ferraresi e qualcuno dovrà risponderne. Noi crediamo che la prima e assoluta colpa risieda in questo governo schiavo di Bruxelles, che ha preferito sacrificare i piccoli pur di accontentare gli interessi dei grandi gruppi bancari”.
«La verità è che il governo ha fatto tutto quello che le norme italiane e europee consentivano di fare, riducendo nella massima misura possibile gli effetti negativi dello stato di insolvenza in cui versavano gli istituti bancari in questione - ribatte il segretario regionale del Pd Paolo Calvano insieme ai segretari regionali Dario Parrini (Toscana), Francesco Comi (Marche) e Marco Rapino (Abruzzo) - Ha adottato un provvedimento per salvaguardare circa seimila posti di lavoro e i conti correnti (di cui sono titolari oltre un milione di depositanti e circa duecentomila risparmiatori e imprese) e tutti i risparmi investiti in obbligazioni ordinarie».
«Comprendiamo perfettamente -proseguono - lo sconcerto delle famiglie che hanno perso risparmi accumulati con anni di lavoro e di sacrifici e che oggi vivono un vero e proprio dramma, non possiamo invece nè comprendere nè accettare il capovolgimento sistematico della realtà portato avanti da più parti a fini di lotta politica o di pura disinformazione da chi ha unicamente interesse ad alzare polveroni per nascondere la verità. Non è al governo infatti che si può imputare il fatto che tanti risparmiatori hanno acquistato titoli oggettivamente rischiosi, in buona fede, convinti che rischiosi non fossero».
Chiarito questo, i segretari dem credono che «quella di un'azione giudiziaria, anche tramite le associazioni dei consumatori, sia una strada che deve essere percorsa. I nostri rappresentanti in parlamento sono già al lavoro allo scopo di verificare se esistano, in sede di conversione parlamentare del decreto, margini giuridicamente sostenibili per fare dei cambiamenti positivi. Il nostro impegno su questo sarà massimo, come sempre, con la serietà e la concretezza che contraddistingue il Pd e i suoi amministratori».
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