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«Ha vinto la meritocrazia» Il Museo ha un logo e un nome

«Ha vinto la meritocrazia» Il Museo ha un logo e un nome

Comacchio, il 26enne Stefano Buzzi di San Giuseppe ha visto la sua idea premiata anche sul web L’apertura della nuova realtà è fissata nel 2016. Intanto allestimenti e progetto sono già pronti

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COMACCHIO. Nel logo vincitore del concorso di idee per la scelta del naming, che nel mondo promuoverà il nascente museo archeologico lagunare, è racchiusa l’essenza di una storia millenaria. Stefano Buzzi, geometra 36enne di San Giuseppe, lasciando trapelare l’emozione, ammette che «il messaggio arriva subito; ho studiato la storia di Comacchio e ne sono rimasto affascinato. Il concetto a cui si richiama il logo – prosegue Stefano – nasce dalla plasmabilità della costa, Spina aveva il mare in valle e via via anche le popolazioni locali hanno spostato i loro insediamenti».

Ha le idee chiare il geometra, che si reputa più “un creativo”, un artista che da qualche anno, con il suo studio di progettazione e design sta sperimentando la grafica allargata all’architettura render, ossia all’elaborazione progettuale in 3D. Con altri due giovani colleghi, Roberto Farinelli che si occupa di marketing e del sito web e Barbara Kaserer, che segue amministrazione e contabilità, Stefano ha già realizzato progetti render per marchi internazionali, come Lufhtansa ed Avon, ma ha all’attivo anche collaborazioni con architetti italiani e svizzeri e continua a partecipare a concorsi internazionali per la realizzazione di loghi.

«È l'artista che conta – aggiunge Stefano – e mi piacerebbe modellare in 3D in senso artistico. Sono contento per questa vittoria e ringrazio il sindaco perché ha dato la possibilità di far emergere con un concorso la meritocrazia, cosa che sprona ragazzi come me a coltivare passioni e sogni nel cassetto». È simbolico il premio di 3.300 euro che si è aggiudicato Stefano, elaborando un logo che rievoca la geomorfologia sagomata del Delta, ma anche la forma di un’anfora, come quelle recuperate a bordo della nave romana di valle Ponti o quelle venute alla luce negli scavi archeologici di Spina.

Alberto Zetti di Firenze, co-ideatore del naming, si è aggiudicato un premio da 700 euro con l’attribuzione del nome “Museo Delta Antico” alla struttura museale che nascerà dentro l’ex-Ospedale settecentesco degli Infermi. Stefano aveva già ottenuto un ottimo secondo posto nel 2013, in occasione del concorso di idee per l’individuazione del brand turistico, il cui vincitore fu Stefano Scozzoli di Forlì. «Si doveva cercare un logo che richiamasse in maniera elegante Spina e la storia del Delta – ha commentato il sindaco Marco Fabbri, dopo che il consiglio comunale all'unanimità si è espresso per il logo 83, quello vincitore -, ma la storia del museo non la faranno solo un logo o un nome, ma i comacchiesi, un luogo dinamico da vivere tutto l’anno, collegato agli scavi in valle». Anche il vice-sindaco Denis Fantinuoli, ha auspicato che il nuovo museo, la cui inaugurazione è prevista per il 2016, “divenga il biglietto di testimonianza della capitale di un Delta inter-regionale». Il comitato scientifico sta già lavorando al progetto esecutivo di allestimento ed è stato già appaltato il servizio di trasferimento dei reperti, nonché tutto ciò che riguarderà la multimedialità, che sarà un’aggiunta ai già interessanti contenuti del museo dando la possibilità al visitatore di calarsi in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Katia Romagnoli

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