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Ferrara

Le imprese straniere aumentate del 15%

La mappa dei settori: il Marocco è al top tra le individuali, la Cina è prima nel manifatturiero, l’Albania nelle costruzioni

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La nostra provincia è ancora nelle parti medio-basse della classifica, a livello nazionale, per ciò che riguarda la diffusione delle aziende condotte da cittadini stranieri. In percentuale rispetto al totale, siamo a quota 7,7% e la posizione occupata dal Ferrarese è solo la sessantunesima, in una graduatoria guidata dalla “cinesissima” Prato davanti a Trieste e Firenze. Eppure la tendenza c’è, è infatti vero che anche dalle nostre parti negli ultimi tre anni le aziende guidate da immigrati sono aumentate del 15%. Soltanto tra luglio e settembre 2015, sono avanzate ad un ritmo tre volte superiore al resto del tessuto produttivo (+1,1% contro lo +0,33%), contribuendo alla crescita realizzata dall’intero sistema imprenditoriale ferrarese.

Restando agli ultimi dodici mesi, ad allungare il passo in termini di incrementi in valore assoluto sono stati soprattutto i titolari di imprese individuali provenienti da Nigeria, Cina, Marocco e Bangladesh; in termini percentuali è la Serbia a registrare l’incremento maggiore, raddoppiando le proprie unità. Aumenti, che hanno portato a fine settembre l’esercito delle imprese capitanate da imprenditori esteri a quota 2.828. Un’impresa su quattro ha al comando un under 35, contro l’8% del totale delle aziende ferraresi. Ed ecco quindi che l’identikit aziendale è: giovane, dinamica e dai tratti sempre più multietnici.

È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sulla base dei dati degli ultimi tre anni del Registro delle imprese. Se si prende in considerazione l’universo delle circa 2.300 imprese individuali a conduzione estera, oltre un terzo è rappresentato da solo tre paesi: Marocco, Cina e Romania rispettivamente con 15,6%, 12,8% e 11,2%, in analogia a quanto avviene a livello nazionale. In termini di concentrazione, la Camera di commercio rileva che oltre la metà degli imprenditori albanesi è insidiata nel comune capoluogo, come del resto il 46% dei rumeni. I comuni preferiti dagli imprenditori esteri sono il capoluogo, dove è concentrata quasi la metà delle imprese individuali gestite da immigrati della provincia, Cento (10,7%) e Argenta (6,9%). Esclusa Ferrara, marocchini, cinesi e albanesi privilegiano come sede delle proprie imprese Cento, mentre Comacchio è terra eletta dalla comunità rumena, che risulta comunque distribuita nella maggior parte della provincia. Portomaggiore si conferma, inoltre, il comune preferito dagli imprenditori pakistani, con una quota molto vicina alla percentuale della città (22,2% contro il 26,6%).

I cinesi sono occupati nella attività di ristorazione, ma anche nella manifattura (in dettaglio nel confezionamento di articoli di abbigliamento), i rumeni prediligono le costruzioni (oltre 150 le aziende presenti a Ferrara al 30 settembre scorso), settore dove però sono concentrati anche gli albanesi con 164 unità su 194 imprese individuali. I marocchini, la comunità più numerosa nel tessuto economico ferrarese con 348 unità, hanno scelto il commercio, per quasi due terzi, in particolare si tratta di commercianti ambulanti.

I numeri, infine, raccontano che sono soprattutto giovani: un’impresa straniera su quattro è giovanile contro l’8% delle imprese considerate nel loro complesso. Tra i settori prediletti dai giovani stranieri, spiccano l’alloggio e ristorazione (un’impresa straniera su 3 è under 35), le imprese manifatturiere (scelte dal 28% degli imprenditori non italiani) e le costruzioni (il 25%).

Fabio Terminali

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