Tutta colpa della lavatrice la maxi-rissa sul Listone
La lite tra afgani innescata da contrasti di convivenza nella casa di viale Cavour Tre persone denunciate per botte e sangue, indagini dei carabinieri sulle altre
Hanno litigato per la lavatrice della casa in cui abitano in viale Cavour, da mesi come profughi poichè rifugiati e scappati dall’Afghanistan. Il contrasto sui detersivi della lavatrice ha però innescato una maxi-rissa che si è conclusa nel sangue a terra sul selciato del Listone di Piazza Trento Trieste. Vi sarebbe persino da ridere se non fosse un fatto gravissimo, che ha innescato timori e polemiche. Perchè al centro di questo fatto vi sono profughi afgani che mai prima d’ora erano stati protagonisti (negativi) di fatti di cronaca. Anzi, si erano sempre rivelati essere tra i più «gestibili». Invece è bastata una banalità come quella sull’uso della lavatrice per armare alcuni di loro di coltello, sassi presi in piazza e un tubo-spranga usati per picchiare. Dopo la maxi-rissa, il clamore e l’allarme innescati, ieri sono arrivati i provvedimenti: tre ragazzi afgani, quelli che in realtà sono stati trovati (perchè feriti e poi medicati all’ospedale) sono stati denunciati appunto per il reato di rissa: si tratta di persone un 26enne, un 29enne ed un 25enne, mentre sugli altri invece sono in corso indagini, e sono coloro che sono riusciti a dileguarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Così dunque, dopo l’aggressione a sassate, coltello e spranghe, di domenica sera, sul Listone, sono scattate le denunce: un atto deciso dai carabinieri di Ferrara che stanno svolgendo indagini sulla maxi-rissa che ha coinvolto una decina di afgani. I tre sono stati ricoverati in ospedale per ferite lievi ed uno di loro alla testa era ancora trattenuto a Cona. Dai primi accertamenti uno dei coinvolti nella rissa avrebbe impugnato un coltello con cui avrebbe colpito uno dei tre feriti: sulle cause che hanno innescato la rissa dicevamo trattarsi di una banale lite di convivenza tra di loro, visto che alcuni vivono in un appartamento in viale Cavour. Altri invece abitano in una casa di viale XX settembre, mentre altri ancora in provincia a Gallumara. Per loro oltre la denuncia penale, al momento, potrebbe scattare solo un trasferimento da un alloggio ad un altro: non è possibile, infatti, l’espulsione dal paese per chi ha status di rifugiato politico o richiedente asilo. (d.p.)
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