Delitto Burci, il processo riparte dai due imputati
Sergio Benazzo e Gianina Pistroescu erano già stati condannati all’ergastolo ma la sentenza era stata annullata. Un nuovo dibattimento da febbraio a Rovigo
Ricomincia da Rovigo, dopo le sentenze annullate dalla Cassazione per incompetenza territoriale, il processo per la morte di Paula Burci, la diciannovenne rumena picchiata a morte e bruciata perché voleva ribellarsi ai suoi sfruttatori. Sergio Benazzo, 41 anni, idraulico residente a Villadose (Rovigo) e Gianina Pistroescu, la sua ex compagna rumena di 41 anni - già condannati all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Ferrara e dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna - ieri sono stati rinviati a giudizio dal gip di Rovigo Pietro Mondaini su richiesta del pubblico ministero Davide Nalin, e il nuovo processo si aprirà il 24 febbraio 2016.
Il corpo semicarbonizzato di Paula Burci venne trovato a Zocca di Ro, lungo la golena del Po, nel marzo del 2008 da una coppia di fidanzati che stava facendo una passeggiata. Grazie a un cliente della giovanissima prostituta, che ne aveva segnalato l'improvvisa scomparsa dalla zona di ex Ingegneria a Ferrara che normalmente frequentava, i poliziotti della squadra mobile ferrarese erano riusciti a identificarla e le successive indagini coordinate dal pm Barbara Cavallo avevano portato a individuare i suoi sfruttatori, Benazzo e la Pistroescu.
Il lavoro degli inquirenti aveva portato a ricostruire il breve calvario di Paula, fatta arrivare in Italia dalla Romania poche settimane prima della morte e costretta a prostituirsi.
Proprio il tentativo della ragazza di ribellarsi, probabilmente alla decisione di cederla a un altro gruppo di sfruttatori, ne aveva segnato la fine. I primi giorni di febbraio 2008 Paula era stata massacrata di botte, portata in golena e bruciata a opera degli imputati in concorso con altre persone, rimaste ignote.
Il 17 luglio del 2012 la Corte d'Assise di Ferrara aveva condannato Benazzo e Pistroescu all'ergastolo, condanna confermata il 7 giugno 2013 dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna. Ma il 17 luglio del 2014 la Cassazione aveva annullato le condanne accogliendo l'eccezione di competenza territoriale sollevata dagli avvocati difensori Francesca Martinolli di Adria e Rocco Marsiglia di Roma.
I giudici infatti hanno ritenuto molto più verosomile che Paula sia stata picchiata a morte nel Rodigino e poi portata a Zocca.
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