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botte e sangue sul listone

Dopo la maxi rissa si valuteranno le espulsioni

Dopo la maxi rissa si valuteranno le espulsioni

Accertamenti in corso sui profughi afgani coinvolti, da decidere revoca status di rifugiato

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Le indagini sono in corso, e dovranno accertare chi era presente la sera della rissa che dopo una lite banale per contrasti sull’uso della lavatrice in una casa di viale Cavour, in cui sono ospitati profughi afgani si è trasferita, si è innescata dai giardinetti ex Standa ed è poi deflagrata tra una decina di persone con coltello, sassate e colpi di spranga in piazza Trento Trieste.

Fondamentale sarà accertare l’identità delle altre persone, al di là delle tre rimaste ferite nella rissa, curate ed identificate all’ospedale di Cona. Un atto necessario perchè, dopo l’allarme di domenica sera, si dovranno prendere provvedimenti seri: la prefettura è l’istituzione preposta a farlo, che dovrà valutare la revoca dello status di rifugiato politico delle persone coinvolte nella rissa. Solo con questo provvedimento, infatti, si potrà seguire l’espulsione di uno straniero indesiderato perchè pericoloso o altro.

Per questo motivo, da quanto si è appreso, l’assessore Chiara Sapigni dovrebbe incontrare il Prefetto, unico titolare - ribadiamo - a prendere provvedimenti ed eventualmente revocare lo status di richiedente asilo o di rifugiato. Angela Alvisi, presidente Asp dal canto suo spiega che «l’episodio ha turbato tutti e che alla luce delle ricostruzioni giornalistiche è spuntato anche un grosso coltello, indice del fatto che la rissa non fosse così casuale». «Penso ci debba essere una sanzione molto seria nei confronti dei responsabili, anche perché chi viene inserito nel nostro sistema firma un patto di ospitalità nel quale s’impegna a tenere un certo comportamento. Provvedimenti da parte nostra? Noi gestiamo l’ospitalità, non possiamo intervenire sullo status di queste persone».

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