Fondazione, legali al lavoro su ‘punti oscuri’
Il presidente Maiarelli: bad bank e nuove banche, vogliamo fare luce. Quadri a rischio? È prematuro
Qualche minuto di colloquio per ribadire anche al presidente Abi, Antonio Patuelli, che ci sono «ancora molti punti oscuri dell’operazione di salvataggio, che stiamo cercando di chiarire anche con l’aiuto dei nostri legali». Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, dopo le giornate dell’ira per l’azzeramento della partecipazione azionaria nella banca, ha messo nel mirino i provvedimenti di governo e Bankitalia: l’obiettivo è di trovare dei punti deboli anche dal punto di vista giuridico, i «punti oscuri», sui quali eventualmente agire in tutela degli intessi di azionisti e obbligazionisti. La bad bank con i crediti in sofferenza delle quattro banche, ad esempio: «Siamo soci o no?» si chiede Maiarelli. E le quattro nuove aziende bancarie che sono state costituite, hanno formalizzato gli atti di fronte al notaio come vuole il codice civile? Tra l’altro nei provvedimenti di Bankitalia si parla di statuti che non sono stati ancora diffusi. Maiarelli annota poi che nessuno degli atti dell’assemblea del 30 luglio è stato ancora registrato alla Camera di commercio, compreso l’abbattimento di capitale iniziale. Secondo la Fondazione, insomma, è ancora «molto presto» per archiviare quanto successo e iniziare a delineare il futuro sulla base dei provvedimenti di fine novembre.
È prematuro, per gli stessi motivi, parlare anche del futuro delle Quadrerie estensi, cioè i capolavori acquistati negli anni dalla Cassa, passati alla Fondazione nel 2004 e custoditi in Pinacoteca. È vero, come ha denunciato l’ex direttrice Luisa Ciammitti, che in caso di liquidazione della Fondazione potrebbero tornare alla Nuova Carife e quindi finire sul mercato? «Lo scenario è molto complesso, bisogna risalire a prima della suddivisione tra spa e Fondazione - risponde Maiarelli - Ci sono accordi statutari che vanno approfonditi ma, ripeto, è prematuro».
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