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come cambia la sanità

«Con i nuovi orari servono più medici e infermieri»

«Con i nuovi orari servono più medici e infermieri»

Ospedali, Cgil, Cisl e Uil chiedono nuove assunzioni e sblocco del turnover. Tagli ai posti letto, Zappaterra (Pd): cabina di regia per monitorare sistema

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FERRARA. Tagli ai posti letto, riduzione dei primari, integrazioni di funzioni. Le linee del piano sanitario regionale discusso martedì in commissione propone uno scenario di riorganizzazioni e una nuova manovra su personale e servizi che tiene conto dei vincoli nazionali di incidenza dei posti letto (si punta al 3.7 per mille abitanti).

Il calcolo fatto nel capoluogo regionale prevede una riduzione dei letti sanitari in Emilia Romagna da 18.145 a 17.330, con un calo di circa 800 unità.

La consigliera regionale Pd Marcella Zappaterra è convinta che sia possibile «ridurre i costi senza tagliare i servizi» ma «per rispondere alle esigenze del paziente serve una rete di servizi diversificati che segua il cittadino lungo tutto il percorso di cura. Ho proposto alla Regione di istituire una cabina di regia a supporto delle strutture sanitarie, per elaborare i dati e verificare l’aderenza agli standard di gestione più efficienti».

Intanto la sanità, nazionale, regionale e locale sta cercando di “digerire” la nuova normativa sull’orario di lavoro. Ma i sindacati sono convinti che senza nuove assunzioni il sistema sanitario regionale rischia «il collasso». Servono medici e infermieri. A lanciare l'allarme sono le Federazioni della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil, che in una lettera aperta chiedono alla giunta Bonaccini di convocare un incontro urgente per affrontare la situazione. Il sistema, sottolineano i sindacati, si regge solo su «straordinari e prestazioni aggiuntive del personale, che salta le giornate di riposo per sostituire i colleghi che si assentano a vario titolo». D'ora in avanti però questo non sarà più possibile, da qui la fame di personale. La direttiva dell’Unione europea, recepita dalla legge nazionale entrata in vigore il 25 novembre scorso, sostengono i sindacati, «porta alla luce l'inadeguatezza delle dotazioni organiche delle aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna e può diventare il primo anello di una catena di destrutturazione del servizio sanitario regionale, mettendo a rischio il diritto alla salute» dei cittadini. Secondi i tre sindacati, dunque, l'unica soluzione al problema è «lo sblocco del turnover e il ripristino di una politica delle risorse umane basata sulla sostituzione di tutto il personale cessato».

La Lega Nord, intanto ha presentato a Venturi la "black list" del sistema sanitario regionale: dal «folle taglio» di 815 posti letto programmato entro dicembre 2016 al caso di Bondeno, dove «si sta aspettando da tre anni e mezzo la ricostruzione dell'ospedale distrutto dal sisma». E poi, aggiunge sempre la Lega, i furti nei reparti, i guasti a Cona, ospedali neonati già ridotti a case della salute.

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