Cooper dal fucile al mestolo come passare da cecchino a chef
Il sapore del successo. Un film di John Wells. Con Bradley Cooper, Sienna Miller, Daniel Brühl, Riccardo Scamarcio, Omar Sy. Commedia, durata 107 minuti – Usa, 2015.
Posato il fucile da cecchino in “American Sniper”, ora Bradley Cooper imbraccia il mestolone da cuoco. Bisogna fare attenzione al fuoco, ma per fortuna qui non proviene dalle armi del conflitto iracheno, ma dai fornelli di una cucina trasformata in una specie di campo di battaglia con un contingente davvero internazionale.
Accanto alla star americana che interpretata il ruolo di uno chef caduto in disgrazia e desideroso di riscattarsi, troviamo infatti ancora una volta Sienna Miller in un legame artistico che si sta consolidando e un manipolo di giovani e affermati attori del calibro del francese Omar Sy, dell’ispano tedesco Daniel Brühl e dell’italiano Riccardo Scamarcio. “Il sapore del successo” è ambientato nel complesso mondo della ristorazione, quanto mai sulla cresta dell’onda del successo e della popolarità in questi anni, con i cuochi che vengono considerati alla stregua di vere rockstar.
Alla ricerca delle stelle Michelin perdute, il protagonista svolge non senza difficoltà un percorso catartico dopo aver sciupato con una condotta sregolata e dissoluta quanto di buono aveva costruito. È un film anche sulla seconda opportunità, sul gioco di squadra che anche in una cucina bisogna avere, mettendo da parte gli egoismo. Quello che serve in tavola alla fine John Wells, regista e produttore di tante serie televisive da record di ascolti, ha un retrogusto troppo zuccherino di un commedia dolce, da torta di compleanno, che spegne quel sapore di cacio e pepe servito all’inizio, che faceva ben sperare.
Cooper, quattro candidature all’Oscar al suo attivo, non sembra troppo a suo agio tra i tegami e le ricette di alta cucina. Non basta l’indubbio talento e l’empatia che lo ha trasformato in uno degli attori più in auge in questo momento a Hollywood, qui sembra si sia concesso una piccola pausa, in una storia abbastanza semplice che va vista, cotta e mangiata senza bisogno di un digestivo.
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