La banda del Bancomat tra Ferrara e la Romania
Blitz della Polposta: 9 arrestati e 47 denunciati, tra questi anche un ferrarese Una delle sedi logistiche nel nostro territorio, una frode di milioni alle banche
La banda «svuotava» le casse dei Bancomat in 5 regioni: una parte del gruppo partiva, per mettere a segno i colpi, proprio da Ferrara, dove aveva una delle sedi logistiche e dove abitava uno dei capi, un ravennate trapiantato a Ferrara. Una banda che aveva la principale base in Romania, ma si muoveva tra Emilia Romagna, Veneto e Lombardia dal centro logistico e organizzativo nella nostra provincia, mentre l’altra sede operativa in Toscana e Lazio dove ripuliva sportelli a Lucca, Prato e Roma. L’indagine è stata chiusa dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni. Nove le persone incastrare: otto romeni e un italiano di origini pistoiesi che sono state arrestate tra Bologna, Forlì, Prato, Roma e Taranto. Tre di loro sono state raggiunte da un mandato di cattura europeo; altre 47 sono state denunciate, mentre altre 18 le perquisizioni a carico di alcuni componenti della banda su tutto il territorio nazionale. Al vertice del gruppo c'erano quattro romeni e un italiano originario del ravennate ma residente nel Ferrarese, che sono stati denunciati. La banda, secondo quanto è stato accertato, riusciva a a svuotare sportelli bancomat, prelevando fino a 100.000 euro in una notte senza far scattare nessun allarme, usando un semplice trucco, una trappola per i soldi costruita con rivetti da carpentiere e una lamella ripiegata, una sorta di forchetta. La frode che ha fruttato a una banda italo-rumena qualche milione di euro in è stata stoppata dopo un'anno e mezzo di indagini dalla Polizia postale di Bologna in collaborazione con i nuclei delle regioni vicine (a partire dalla toscana) e con la Polizia rumena. L'operazione 'Scacco al cash' oltre all’arresto delle 9 persone vede indagate 56 persone con l'accusa tra l'altro di truffa e frode informatica. E ancora ieri mattina erano in corso perquisizioni a carico di alcuni componenti della banda, i cui vertici sono in Romania. L'inchiesta era partita da un esposto delle banche Unicredit e Bper, allarmate per «inspiegabili ammanchi», e ieri hanno ringraziato polizia e inquirenti.
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