La Nuova Ferrara

Ferrara

CINEMA

Morto Gabriele Ferzetti, attore di Antonioni e Vancini

di Samuele Govoni
Gabriele Ferzetti ne "La lunga notte del '43"
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Gabriele Ferzetti ne "La lunga notte del '43"

Protagonisti di capolavori da "Le Amiche" a "La lunga notte del '43"

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Si è spento mercoledì pomeriggio, all'età di novant'anni, Gabriele Ferzetti: grande protagonista del cinema italiano. Nato nel 1925 a Roma, ha fatto il suo ingresso nella storia del Grande schermo a soli 17 anni, nel 1942 con un ruolo in “Via delle cinque lune”, film di Luigi Chiarini e lo stesso anno partecipò anche a “Bengasi”, grande opera di Augusto Genina (oggi ricordato soprattutto per il suo “Cielo sulla palude”, 1949). Gabriele Ferzetti ha lavorato insieme ad alcuni dei più grandi registi del nostro tempo come Monicelli, Lattuada, Petri, Scola, Pietrangeli, Soldati e i celebri ferraresi Antonioni e Vancini. Con loro fu protagonista di ben quattro pellicole: “Le amiche”, “L'avventura”, “La lunga notte del 43” e “La calda vita”; tutte realizzate tra il 1955 e il 1963. La Nuova Ferrara intervistò il grande attore tre anni fa, nell'autunno 2012, in occasione dell'apertura della mostra allestita a Palazzo dei Diamanti per celebrare il centenario della nascita di Antonioni. Fu proprio chi scrive ad avere il privilegio di conoscerlo e Ferzetti, dall'alto della sua carriera e dei suoi anni, regalò al cronista una tanto piacevole quanto emozionante conversazione. Tra i vari film in cui recitò (oltre cento) disse di essere particolarmente legato proprio a “La calda vita”:

“Tra tutti quelli che ho fatto questo è quello che ricordo con più affetto. Era il 1963 – raccontava Ferzetti nell'intervista -, sul set con me c’era Catherine Spaak e l’atmosfera, l’ambiente… Sì senza dubbio il film a cui sono maggiormente legato è questo”. Anche se, avendo lavorato con entrambi i registi estensi, disse: “Vancini era molto bravo, ma Antonioni era il genio. Mi trovai meglio con Michelangelo”. Consolazione importante in questa grave perdita è il patrimonio artistico che l'attore ci ha lasciato. La memoria è nei suoi ruoli, nei suoi personaggi che con tanta cura e dedizione ha preparato e regalato al pubblico.

 

Samuele Govoni

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