«L’istituto comprensivo doveva essere fatto»
I sindaci di Copparo, Berra e Ro spiegano la scelta di procedere senza indugi. E lanciano accuse ai sindacati
COPPARO. Chiamati in causa dai sindacati che li hanno accusati di averli tenuti all’oscuro di quello che stava accadendo, i sindaci ei comuni di Copparo (Nicola Rossi), Berra (Eric Zaghini) e Ro (Antonio Giannini) replicano alle osservazioni rivolte nei loro confronti dai sindacati della scuola. «Gli istituti comprensivi non sono un'invenzione di queste amministrazioni comunali o del Pd ma sono un modello organizzativo consolidato e stabilito dalla legge: il nostro territorio è oggi l'unico della provincia di Ferrara a non avere ancora un comprensivo per le scuole primarie di primo e secondo grado. Siamo dunque inadempienti rispetto alla legge. Ciò ha portato a un progressivo isolamento e impoverimento delle scuole elementari ma soprattutto delle medie Corrado Govoni, il continuo susseguirsi di reggenze nelle posizioni dirigenziali, ma soprattutto ha reso difficile una programmazione unitaria di prospettiva delle istituzioni scolastiche del territorio. Il tutto - affermano i tre primi cittadini - non a beneficio degli alunni e delle loro famiglie, e nemmeno del personale, già calato in questi anni, soprattutto alle medie, scuola che ha perso da tempo l'autonomia amministrativa. Come amministrazioni comunali siamo stati fortemente sollecitati dalle scuole ad esercitare la nostra competenza e ad arrivare "a qualunque costo" e già dal prossimo anno scolastico alla creazione dell'Istituto comprensivo anche a Copparo, Ro e Berra. Questo era il presupposto di partenza, e così si è aperta una discussione tra le tre scuole e le sei amministrazioni dell'Unione dei Comuni Terre e Fiumi. Dai dirigenti e dai consigli non è emersa una posizione unanime (due su tre favorevoli al comprensivo Copparo Ro e Berra), dai dati forniti però è stata evidente l'impossibilità di procedere verso un istituto comprensivo che aggiungesse all'attuale (già) Istituto comprensivo Don Chendi anche le scuole di Berra, che avrebbe comportato problematiche non superabili». I comuni di Copparo, Berra e Ro si sono trovati di fronte a un bivio: procedere all'istituzione del comprensivo o mantenere l'organizzazione attuale rimandando l'inevitabile.
«Dopo un confronto con la Regione, dal quale è emerso che non sussiste più, come nel 2011, il parametro del numero massimo degli alunni abbiamo deciso di assumerci la responsabilità di creare l'Istituto comprensivo per garantire alle famiglie di questo territorio una migliore qualità dei servizi scolastici. Comprendiamo la preoccupazione dei sindacati per la perdita nelle proiezioni di alcuni posti di collaboratore Ata: come amministrazioni chiederemo in tutte le sedi competenti un'attenzione verso l'ultimo nato tra i comprensivi della Provincia. Dovessero emergere situazioni non risolvibili (plessi "scoperti") ce ne faremo carico. Dopodiché vorremmo comprendere meglio la reale posizione dei sindacati, con i quali spessissimo ci confrontiamo, che in una sede (Unione dei Comuni) premono per l'integrazione dei servizi tra comuni, e in altre sedi osteggiano invece decisioni assunte proprio secondo questi principi. Quali preoccupazioni dovrebbero invece avere genitori e docenti? Nessuna. Questa scelta, che ribadiamo, garantirà un futuro solido a tutte le nostre scuole statali di ogni ordine e grado, in prospettiva guidate da una dirigenza titolare e non da una reggenza presente sul territorio un giorno a settimana. quale interessi "occulti" avrebbero, le amministrazioni comunali, a procedere verso la creazione di un Istituto comprensivo senza motivo? Ci pare che sia in corso una strumentalizzazione della vicenda. Se così non fosse non si spiegherebbe come mai sia stato convocato un Consiglio di circolo con ordinedel giorno "Maxi istituto comprensivo" per oggi, straordinariamente allargato a tutti i rappresentanti dei genitori di tutte le classi e alle Rsu. Le amministrazioni comunali che hanno assunto la decisione? Non invitate».
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