Muore a Cona, aperta l’inchiesta
Il decesso di un 67enne settimane dopo operazione d’ernia al disco
L’inchiesta è partita con il primo atto pubblico, il sequestro della cartella clinica dopo la morte di un paziente, all’ospedale di Cona, per cui i familiari hanno presentato una denuncia ai carabinieri al fine di valutare cosa possa esser successo. Aveva 67 anni il signor C.E., deceduto il 28 novembre scorso in seguito ad una serie di complicazioni insorte dopo diversi interventi chirurgici per un’ernia al disco: era stato ricoverato il 5 ottobre, operato la prima volta il 15 ottobre e quindi si sarebbero ripetuti altri interventi, sui quali erano stati segnalati a paziente e familiari i possibili rischi, viste soprattutto le condizioni fisiche del paziente, peraltro già compromesse da diverse patologie. Ora però i primi atti firmati dalla procura, il pm Barbara Cavallo che ha dato delega ai carabinieri di svolgere i primi accertamenti e acquisire la documentazione sanitaria, dovranno accertare la verità sulla morte dell’uomo. Decesso per cui il figlio e i familiari, agli inquirenti, ora chiedono di far chiarezza. E’ ovvio che, come accade in queste situazioni quando vi sono accertamenti giudiziari e medico-legali in corso, che la procura, come atti dovuti e di garanzia, dovrà inviare avvisi di garanzia a tutti i sanitari che comunque hanno avuto contatti o hanno curato il paziente. Il pm Barbara Cavallo dovrà, infatti, ordinare l’autopsia e per eseguire l’autopsia dovrà garantire ai sanitari gli atti di difesa. L’ufficio legale del Sant’Anna di Cona, interpellato ieri mattina, spiegava di aver dato massima disponibilità all’’acquisizione (sequestro) dei documenti, che gli accertamenti sono dovuti e che si è in attesa dell’evoluzione dell’indagine sulla morte di un paziente le cui condizioni di salute era già compromesse prima del ricovero.
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