Neanche un euro ai bond «Stretti vincoli europei»
La “good bank” non potrà effettuare ristorni: è la pre-condizione del salvataggio Nicastro: tanti attori cercano soluzioni per i casi più delicati. Cause, c’è incertezza
MILANO. Roberto Nicastro si muove come a casa sua negli eleganti saloni della sede di Bankitalia, in via Cordusio, ha un rapporto diretto con molti giornalisti economici («in bocca al lupo» lo salutano) e sa delimitare con autorevolezza il perimetro all’interno del quale operare e comunicare. Per questo è il caso di soppesare per bene le parole che ha speso sulla questione azionisti-obbligazionisti e vecchia Carife. Il primo concetto arriva come una legnate sulle speranze appena rinate di poter recuperare qualcosa: «Siamo fortissimamente vincolati dai paletti posti dall’Unione Europea, uno dei quali è che non ci può essere nessuna forma di ristorno ad azionisti ed obbligazionisti subordinati». Tradotto, significa che la good bank non darà un centesimo a chi ha perso tutto.
Perché allora il governo si è appena impegnato ad un risarcimento ai risparmiatori più “deboli”? La risposta del presidente è articolata: «C’è questo divieto di ristorno, ma anche tantissimi attori consapevoli del problema che ha investito stakeholders estremamente importanti e che stanno cercando soluzioni per i casi più delicati». Risorse esterne dovranno nel caso essere trovate sicuramente per i possessori delle due emissioni di bond con scadenza 2016, «erano computabili ai fini del capitale regolamentare e sono state azzerate, come le azioni» ha ribadito Nicastro. Il bond 2007-2017, invece, è finito nella vecchia Carife destinata alla liquidazione, e quindi «potrà partecipare ai riparti dei suoi attivi. Quali sono? Al momento essenzialmente le coperture delle perdite, ma stiamo ancora definendo questi aspetti - ha ammesso il presidente - I risultati delle azioni di responsabilità? Forse». La possibilità di ottenere qualche soldo potrebbe quindi dipendere dai famosi 100 milioni di euro richiesti agli ex amministratori: questione di molti anni, comunque.
L’intera partita dell’attribuzione delle cause, attivate o subìte, è però in divenire, «ci servirà qualche settimana per chiarire se vanno attribuite alla good bank o ad altre, ci sono dubbi interpretativi» ha ammesso Nicastro, lasciando in sospeso le associazioni di consumatori che si stanno preparando a mega-battaglie in tribunale. Di sicuro i proventi delle cessioni sia di Nuova Carife che delle sofferenze della bad bank finiranno al Fondo di risoluzione e di lì a tutte le banche che hanno contribuito al salvataggio.
I ferraresi saranno trattati come gli altri, anche se partivano da un piano già approvato dall’assemblea del 30 luglio e da Bankitalia? «Quello del Fitd purtroppo è stato definito, per motivi che tanti di noi non comprendono - ha concesso Nicastro - un intervento di Stato e quindi bocciato dall’Ue. La nuova soluzione la impatto su tutte e quattro le banche». Capitolo chiuso. (s.c.)
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