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«Non vendete Versalis» La chimica in sciopero

«Non vendete Versalis» La chimica in sciopero

Ieri le assemblee sindacali nei reparti produttivi dello stabilimento cittadino Ribadito il secco no alla trasformazione dell’Eni in una “Oil & Gas Company”

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È stata la risposta alle voci di un progressivo abbandono di Eni da Ferrara, lo sciopero di ieri mattina dei lavoratori del petrolchimico. Una necessità - spiegano Filctem - Cgil, Femca - Cisl e Uiltec - Uil - che deriva dalle sempre più frequenti voci di un progressivo disinteresse di Eni dal settore della chimica, con pesanti conseguenze in termini di produzione e occupazione nelle aziende del gruppo, che nello stabilimento ferrarese è rappresentato dalle aziende Versalis, Enipower, Sef, Syndial, Eni Corporate ed Eni Servizi.

Al centro delle trattative si troverebbe proprio la ventilata cessione dell'azienda Versalis a gruppi stranieri di imprenditori. Da qui lo sciopero preceduto da una serie di assemblee informative nei reparti di produzione dalle quali sono emerse richieste e prese di posizione nette dei lavoratori sul futuro degli impianti. Le sigle sindacali rimarcano un “no” secco al piano di vendita di Versalis a fondi di investimento stranieri. Un “no” altrettanto forte alla trasformazione di Eni in Oil & Gas Company, dedita esclusivamente alle attività di ricerca di giacimenti petroliferi e di gas che segnerebbe l'abbandono dalle attività di perforazione, raffinazione,di produzione di energia elettrica e della chimica. Ad Eni, azienda partecipata dallo Stato e dunque di proprietà dei cittadini e lavoratori, i sindacati chiedono di rimanere a svolgere un ruolo strategico per la tenuta e il rilancio del sistema produttivo del Paese ed in particolar modo del tessuto produttivo emiliano romagnolo. Per il territorio ferrarese, inserito nella filiera del quadrilatero padano, si chiede ad Eni un impegno a garantire il consolidamento e il riequilibrio del ciclo produttivo di etilene e propilene, a partire dal mantenimento in funzione e del revamping del cracking di Marghera e del revamping con aumenti di capacità produttiva dell'impianto 10°, onde salvaguardare anche le produzioni manifatturiere a valle: gomma plastica, biomedicale, tessile, automotive, alimentare. Venga completata e accelerata la costruzione dell'impianto 27° di produzione di gomme speciali e che vengano salvaguardate e potenziate le attività di ricerca su chimica tradizionale e chimica verde. Presenti all’assemblea dei lavoratori organizzata dai sindacati anche numerosi politici cittadini e in particolar modo Paolo Calvano, segretario regionale Pd e consigliere regionale e Caterina Ferri, assessore attività produttive del Comune di Ferrara che sono intervenuti nel dibattito.

Lauro Casoni

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