«Gli investitori erano informati dei rischi»
Vegas (Consob): sui contratti di bond subordinati abbiamo fatto inserire l’avviso da 10 anni
Che non sarà una passeggiata rivendicare il rimborso dei soldi persi in azioni e obbligazioni subordinate con il varo del decreto salva-banche si poteva immaginare.
Ieri è stato Giuseppe Vegas, presidente della Consob, l’ente di vigilanza sulla Borsa, a confermare che la battaglia legale, se ci sarà, si giocherà anche sui punti e sulle virgole. Gli investitori, quelli dei quattro istituti interessati dal decreto che ha scorporato le banche-ponte dalle vecchie aziende di credito (Carife, Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti), «erano informati» dei rischi che correvano, secondo il presidente Consob. Vegas è stato interpellato a margine di un convegno sulla possibilità che si possa studiare un modo per evitare che gli obbligazionisti delle quattro banche possano vedere bruciato tutto il loro investimento.
«In tutti i casi di emissioni subordinate - ha sottolineato Vegas - abbiamo fatto mettere da dieci anni l'avviso che c'era un alto profilo di rischio. È importante da dire, erano informati. Poi - ha ricordato sempre Vegas, come riporta l’Ansa - si tratta di un decreto e quindi compete al governo. So che stanno studiando un meccanismo per dare una mano a chi era in situazioni di particolare difficoltà economica» (vedi servizio a lato). «In tutti i casi delle emissioni di bond subordinati abbiamo fatto inserire questa frase - ha precisato il presidente Consob: «L'investimento nelle obbligazioni subordinate Lower Tier II comporta per l'investitore il rischio che, in caso di liquidazione o di procedure concorsuali, la massa fallimentare riesca a soddisfare soltanto i crediti che debbono essere soddisfatti con precedenza e che pertanto a scadenza ci possono essere delle perdite in conto capitale di entità più elevata rispetto ai titoli di debito non subordinati».
Lo stesso tema viene affrontato da un diverso punto di vista dal deputato forlivese di Scelta Civica Bruno Molea che in un’interrogazione al Ministero delle finanze Bruno Molea, ricorda che «in base ad alcune stime riportate da Adusbef e Federconsumatori, sono 130mila i piccoli azionisti e 20mila i bond holders sottoscrittori di obbligazionisti subordinate dei quattro istituti di credito che potrebbero aver perso oltre 1,2 miliardi di euro con il varo del “decreto salvabanche”». Al ministero Molea chiede se «intenda avviare un’indagine per verificare la trasparenza e la corretta informazione sul profilo di rischio di azioni e obbligazioni subordinate» fornito dalle quattro banche ai sottoscrittori.
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