«L’Unione Terre e Fiumi per la scuola non esiste»
Il direttore didattico Gargioni contesta le scelte di alcuni Comuni E mette in guardia: sull’offerta educativa ai bambini serve una riflessione
COPPARO. «L'unione Terre e Fiumi esiste solo sulla carta. Non può essere solo un consorzio di servizi. E sul nuovo Istituto comprensivo unico di ben 13 plessi su cui si gioca il futuro dei bambini, l'offerta educativa, e rischi di perdita di personale, occorre una seria riflessione».
Parole di Stefano Gargioni, direttore didattico.
«Noi pensiamo - prosegue Gargioni nel suo intervento - che siano meglio due istituti, ma il comune di Tresigallo ha detto no ad aggregare Berra all'istituto Don Chendi. Come direzione didattica, quando ci hanno chiesto un parere non vincolante, lo abbiamo dato, Poi alcuni comuni hanno fatto il contrario, anche Berra». Le dichiarazioni di Gargioni sono arrivate nel corso del lungo consiglio scolastico straordinario convocato a Copparo dal suo presidente Gianluca Rebetti, presenti genitori e sindacalisti delle Rsu: Daniele Saraceni (Snals), Aurora Marchini (Fnc), e Mara barboni (Flc-Cgil). Incontro aperto da Rebetti con queste parole: «Non vogliamo sabotare il nuovo istituto, ma discutere e capire». Il dirigente Gargioni ha detto (seguito da interventi sindacali e di genitori) poi: «Siamo stati interpellati dai sindaci in zona Cesarini, non si sono mossi per due anni, arrivando alla decisione all'ultimo momento. Prima l'assessore Berneschi ci aveva detto che il nostro parere per due istituti andava bene. Poi i consigli comunali hanno fatto il contrario. La Regione - ha detto ancora - ha tolto il vincolo dell'alto numero (in ogni caso sarà sua la decisione entro la fine dell'anno)? Non ci risulta ufficialmente, oppure potrebbe arriva un dirigente scolastico effettivo; il governo non ha fatto concorsi in merito», ha concluso Gargioni.
Franco Corli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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