Risparmiatori Carife in massa all'assemblea, si preparano quattro diverse cause
Ferrara, la zona di via Bologna bloccata dall'afflusso di un migliaio di persone alla Rivana. Federconsum: chiameremo in causa sia la vecchia che la nuova banca. Vegas (Consob)? Dovrebbe dimettersi. Le voci dalla platea: mi hanno costretto a comprare azioni, dicevano che le banche non potevano fallire
FERRARA. Il quadrante sud della città bloccato dal traffico, mezz’ora per percorrere poche centinaia di metri. I clienti della Cassa di Risparmio di Ferrara finiti nel tritacarne del decreto salvabanche con buona parte dei loro risparmi e investimenti finanziari, famiglie, imprenditori, anziani, lavoratori si sono diretti in massa questa mattina verso il circolo Rivana Garden e l’hanno preso d’assalto per partecipare all’assemblea indetta da Federconsumatori sugli sviluppi dell’operazione di salvataggio dell’istituto di credito. A motivarli rabbia e costernazione, ma soprattutto la speranza di poter recuperare almeno una parte di quanto è stato perduto con lo scorporo della banca-ponte dalla vecchia Carife, dal 22 novembre di fatto sdoppiata: good bank e bad bank.
La sala convegni, troppo piccola per poter accogliere il migliaio di convenuti, ha costretto gli organizzatori a rendere disponibile ogni centimetro quadrato del locale dopo che all’esterno gli “esclusi” avevano iniziato a rumoreggiare. "Fateci entrare, da qui non si sente niente!". Alle 10 le acque si erano calmate, al tavolo dei relatori erano seduti da quasi un'oretta i vertici dell’associazione. Il presidente nazionale Rosario Trefiletti è giunto più tardi ("colpa del treno - ha detto - il nostro Paese è messo così"). Ma l’avvocato Massimo Cerniglia aveva già illustrato le prossime mosse di Federconsumatori, articolate dal punto di vista legale su quattro livelli. Una causa che arriverà sul tavolo della Corte europea dei diritti dell’Uomo, una che punta a verificare la legittimità costituzionale del provvedimento varato dal governo due settimane fa chiamando in causa la Consulta (ma dovrà essere rilanciata da un giudice e non potrà essere promossa dai singoli risparmiatori), una contro Consob e Bankitalia, per omessa o inadeguata vigilanza, ed un procedimento – quello che interessava la maggior parte dei risparmiatori e soci presenti - contro Nuova e Vecchia Carife, inserite nello stesso calderone legale per evitare che una errata scelta dei soggetti considerati responsabili del tracollo finanziario possa vanificare le richieste di risarcimento.
Quattro percorsi che convergeranno su due obiettivi: ottenere la massima somma possibile di risarcimenti individuali («la class action non è praticabile perché ci sono diversi profili di rischio e diverse allocazioni dei risparmi, cioè azioni e obbligazioni, che sbarrano la strada ad un’azione collettiva», hanno spiegato Cerniglia e Trefiletti) e raccogliere il più alto spettro possibile di mobilitazione, anche negli ambienti politici, parlamentari e istituzionali per rendere ogni singolo passo dell’associazione e di chi riterrà di ricorrere alle vie legali utile ed efficace. Non saranno lasciate cadere le cause di responsabilità civile contro i vecchi amministratori, ma dovranno essere impostate o reimpostate con un’attenzione particolare, «visto che non è stato possibile ancora acquisire certezze dal punto di vista giuridico in mancanza di sentenze e pronunciamenti dei giudici sul decreto salvabanche varato solo pochi giorni fa», ha evidenziato Cerniglia.
La causa contro Carife punterà a verificare il «rispetto di tutte le regole che obbligano gli enti emittenti ad informare adeguatamente l’investitore e non basta aver scritto qualche clausola solo sul prospetto, bisognerà avere effettivamente comunicato al risparmiatore il rischio reale dei titoli tenendo conto anche del suo profilo di rischio», ha detto Cerniglia. «Chiedere per esempio la sottoscrizione di titoli legandola a condizioni particolari sui mutui o sui conti correnti non è corretto e noi cercheremo di far emergere tutti i casi in cui è successo», hanno ribadito Trefiletti e Cerniglia. Casi che sono stati poi riferiti nel botta e risposta con la platea, testimonianze che hanno denunciato pubblicamente l’atteggiamento ritenuto poco trasparente e scorretto di impiegati, procuratori, dipendenti della vecchia Carife. Notizie e circostanze che però, hanno aggiunto Trefiletti e Cerniglia, andranno poi valutate caso per caso con azioni legali individuali.
«Mi hanno costretto a comprare delle azioni a 36 euro», ha detto una donna. «Mi ripetevano che le banche non possono fallire», ha sottolineato un altro investitore. «In effetti oggi, rispetto al passato, abbiamo scoperto che c’è un rischio in più, cioè le banche possono essere messe in liquidazione. E’ stata l’Europa a imporcelo. Il governo Renzi però ha la colpa di aver barattato l’affondamento delle quattro banche con l’atteggiamento bonario dell’Ue sulla legge di stabilità e sulle riforme».
«Chi ha avviato azioni legali contro la vecchia Carife dovrà promuoverne di nuove, anche chi ha titoli acquistati parecchi anni fa, ad esempio nel 2006-2007. La prescrizione inoltre, è bene ricordare, decorre dal momento dell’azzeramento delle azioni e dei bond», ha dichiarato Cerniglia.
Due i subemendamenti parlamentari che potrebbero soccorrere i risparmiatori, ma non si tratta di risarcimenti. Potranno accedervi solo una parte dei sottoscrittori (obbligazionisti subordinati, in condizioni economiche di particolare fragilità, per i quali potrebbe essere creato un fondo da 120 milioni e azionisti che potrebbero recuperare parte dei soldi perduti attraverso il credito di imposta al 26%), ha precisato Trefiletti.
«Il capo della Consob, Vegas, dovrebbe essere cacciato via dopo aver detto che tutti i risparmiatori erano informati - ha tuonato infineTrefiletti – Tutti i responsabili di questo disastro devono restituire il maltolto. Il fondo di solidarietà? Un passo positivo nella giusta direzione, ma non è sufficiente».
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