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«Truffata da un finto tecnico»

«Truffata da un finto tecnico»

Comacchio, la titolare del bar Il Chiosco: ha detto di dover fare manutenzione per Lottomatica

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COMACCHIO. Dopo quella di Baura, un’altra truffa è stata messa a segno ai danni di un esercizio commerciale da un finto tecnico della “Lottomatica”. L’episodio è riportato nero su bianco sulla denuncia sporta nella locale stazione dei carabinieri da Giorgia Merchiori, titolare del Bar “Il chiosco” di via Trepponti. «Alle 8 del mattino di mercoledì (25 novembre) – ricorda Giorgia – ho ricevuto una telefonata da parte di Lottomatica, che mi preannunciava un intervento di manutenzione. Alle 8.30 il tecnico era già qui». A quell’ora il bar era affollato di avventori. Il presunto tecnico si è presentato con cappotto blu e cappello blu calato sul viso. «Per il caldo che c’era nel locale – prosegue Giorgia - si è tolto il cappello e posso confermare che lo saprei riconoscere, anche perché un cliente mi aveva fatto notare la somiglianza con mio padre». L’uomo, dall’accento non riconoscibile, della presunta età di 45-50 anni, si sarebbe piazzato con fare sicuro davanti alla macchinetta del Pos-Toto bit, adibita alla vidima dei Gratta e Vinci, alle ricariche telefoniche e ai pagamenti di bollettini, da cui sarebbe riuscito a sottrarre 2mila euro. «In 15 minuti si è scoperto – commenta amareggiata la titolare del bar Il chiosco – che è riuscito a compiere 13 operazioni, 4 delle quali, da 500 euro l’una, andate a buon fine. Ho scoperto la truffa grazie ad una telefonata di Lottomatica alla sera, perché erano ritenute dubbie alcune operazioni compiute al mattino». Non è dato a sapere se il finto tecnico di “Lottomatica” che ha colpito a Baura sia lo stesso che ha truffato il bar comacchiese, che si affaccia su una strada ad elevata percorrenza, a due passi da una scuola e dalla caserma dei carabinieri. «Ho voluto raccontare questa vicenda, per aiutare gli altri colleghi -ammette Giorgia -, per impedire che possano verificarsi altri tentativi di truffa». Saranno i carabinieri di Comacchio a far luce sulla dinamica di un episodio singolare, anche perché il finto tecnico si è scoperto il volto all'interno del bar e dunque è stato visto dalla titolare, ma anche dai numerosi clienti. «Non ho le telecamere all’interno, -conclude Giorgia -, ero indaffarata e lì per lì non mi sono insospettita, neppure quando mi è stata chiesta una firma sulla scheda di intervento che il tecnico ha pure timbrato, senza però lasciarmi ricevuta».

Katia Romagnoli

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