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«Noi dipendenti truffati come i nostri clienti»

«Noi dipendenti truffati come i nostri clienti»

Protesta dei dipendenti in Prefettura. I sindacati: no al decreto e ai palliativi Storie dalle filiali: effetto opposto allo sperato, hanno paura anche i correntisti

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I dipendenti di Carife si sentono anche loro vittime della falcidia che ha colpito azioni e obbligazioni, e sono andati ieri di fronte alla Prefettura a gridarlo. «Mi creda, non è facile dire ad una persona tremante che ha perso 50mila euro», così ha riassunto un dipendente della filiale di Ostellato riassunto lo stato d'animo dei dipendenti in questi giorni di faccia a faccia con gli obbligazionisti azzerati, «a volte drammatici ma senza insulti e minacce personali», testimonia un altro collega; anche se poi qualcuno fa la battuta, «fortuna che i risparmiatori sono tutti alla Rivana, sennò...». Si sono trovati circa in 200 ieri mattina per «protestare contro il decreto legge-truffa del governo, i dipendenti della Cassa sono a fianco dei risparmiatori e si sentono truffati esattamente come loro» ha scandito al microfono Nicola Cavallini (Fisac Cgil), a nome delle sigle sindacali. Nell'attesa dell'incontro con il prefetto, c'è chi evita di parlare con i giornali e chi accetta di raccontare quanto succede nelle filiali: «Vengono anche i correntisti, cioè chi non ha nulla da temere - racconta un altro addetto di Ostellato - Significa che questo decreto ha fatto passare il messaggio opposto a quello dichiarato, invece di spargere sicurezza ha diffuso paura e sfiducia generalizzata». «C'è tantissima gente allo sportello, cerchiamo di supportare la clientela in questa situazione eccezionale, nè presagibile nè voluta da noi - spiega un addetto ferrarese - Come reagiscono? Tanta disperazione e amarezza, alcuni chiudono il conto». «Diciamo loro che abbiamo perso anche noi soldi, sia azioni che giornate di solidarietà - è il racconto di un addetto dell'Agenzia 8 - Di chi è la colpa? Secondo me degli ex amministratori pagati per far rendere l'azienda, poi i commissari ci hanno messo del loro». E molti lamentano il fatto che non ci sia stata un'informativa dell'azienda, «tocca a noi telefonare ai clienti».

Cavallini ha intanto ribadito la posizione sindacale: «I risparmiatori sono stati taglieggiati, non c'era alcuna necessità di andare ad un provvedimento di risoluzione con un taglio arbitrario del passivo, comprese le obbligazioni. E' passato l'equazione che, siccome una parte dei clienti non restituisce i prestiti alla banca, allora si tolgono soldi ai risparmiatori. I provvedimenti di cui si parla in parlamento? Puri palliativi, che non servono a restituire la fiducia ai risparmiatori che si sono visti togliere i soldi dalla sera alla mattina». E qui scatta il secondo applauso più forte della mattina. Il primo è riservato a Enrico Brandani il sindacalista di cui si tenevano quasi in contemporanea i funerali, «un applauso per Enrico che oggi sarebbe stato qua con noi» ha chiesto Luca Dalprato (First Cisl).

Tra i dipendenti anche Giovanni Paglia, deputato Sel, «è un decreto ammazza-banche, vogliono vendere in un mese e mezzo... Il governo sapeva della richiesta Ue di azzerare azioni e bond fin dal febbraio 2014, ma non si è mosso».

L'incontro con il prefetto Michele Tortora è durato una mezz'oretta, poi Cavallini ha riportato ai dipendenti rimasti tutti in attesa: «Questo provvedimento getta un'ombra pesantissima sul futuro del risparmio italiano, perché toccherà altre banche, Carife poi aveva peculiarità specifiche. Il prefetto ha promesso che relazionerà in giornata al governo». Dai dipendenti è partita la richiesta di azioni più incisive e visibili, «andiamo a Roma» e l'idea di saldarsi con le manifestazioni dei risparmiatori in via di definizione si fa strada. Una forma di mobilitazione si sta studiando per venerdì 11, in occasione della visita a Ferrara del presidente delle quattro banche salvate, Roberto Nicastro, che incontrerà un gruppo di dipendenti nella sala di via Bologna.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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