Opera e Origine group «È quello che serve ai nostri produttori»
Parla Volpin, presidente Proprietari conduttori in economia «Ingiusto continuare a far pagare solo a noi l’Imu agricola
In questa intervista Riccardo Volpin, i presidente del Sindacato Proprietari Conduttori in Economia di Confagricoltura Ferrara, fa il punto sullo stato di salute dell'agricoltura nella nostra provincia.
Quale giudizio si può dare su questa annata?
«Per quanto riguarda il seminativo non è stata positiva. L'estate esageratamente calda e siccitosa ha causato un significativo calo delle produzioni, poi associato ad un forte deprezzamento dei prodotti come grano e mais. Non potendo contare su grandi superfici la nostra priorità assoluta rimane, la continua ricerca della qualità del prodotto. Sul comparto frutticolo la situazione è stata più variegata ma le grandinate hanno creato grossi danni colpendo produzioni di alta qualità e riducendo la quantità di prodotto disponibile sul mercato».
L'Italia è il terzo produttore mondiale di pere e l'Emilia Romagna ne produce il 65% della Penisola. Trascorsi alcuni mesi dalla nascita di Opera e di Origine Group che cosa si può dire sugli sviluppi di questi due colossi?
«La concentrazione di offerta "regolata" e aperta ai più svariati soggetti interessati è, per il mercato, un fattore certamente positivo. Da anni aspettavamo iniziative di questo tipo e finalmente è stato raggiunto un obiettivo importante. Tutti auspichiamo un grande successo per Opera Sca e per Origine Group e che possano rappresentare un fattore positivo per il mercato, in modo da permettere ai produttori il raggiungimento del miglior risultato possibile».
All'interno del sindacato da lei presieduto, quali sono le criticità manifestate dalle aziende ferraresi?
«Il problema principale è rappresentato dalla continuità aziendale. In molti casi l'agricoltore non può contare sul ricambio generazionale in famiglia e così non vi è alternativa all'affitto dei propri terreni. Occorre sostenere ed agevolare l'insediamento di giovani agricoltori con misure adeguate ed incentivi: occorrono nuove forze che assicurino, oltre alla produzione, entusiasmo, energia e rinnovato slancio. A chi si appresta a lavorare in agricoltura direi di essere costantemente aggiornato e prestare attenzione anche agli eventi oltreconfine: questo permetterà loro di affinare una visione d'insieme riuscendo a comprendere accordi, strategie e vicissitudini del mercato e possibilmente anticiparlo. Poi serietà, qualità, ricerca, innovazione, e questo vale per tutti».
La legge di stabilità prevede l'abrogazione dell'Imu agricola solo per i coltivatori diretti e per gli Iap: qual è il suo giudizio in proposito?
«Se verrà confermata questa differenziazione, ritengo che si verrebbero a creare agricoltori di serie A e di serie B. Si arriverebbe ad una sperequazione difficile da giustificare. I tanti imprenditori che, per vari motivi, non possiedono la qualifica di Iap o di Cd, di fronte a questa situazione certamente non avrebbero più interesse a fare investimenti in agricoltura. Inoltre forse qualcuno dimentica i tanti agricoltori pensionati che hanno affittato i propri terreni, magari a figli o parenti, che in questo modo continueranno a pagare l'Imu. Una scelta davvero difficile da comprendere e condividere».
Andrea Tebaldi
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