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«Sul tema scuola decidono i Comuni non l’Unione»

COPPARO. Dopo le parole espresse sulla stampa dal reggente della direzione didattica Stefano Gargioni («Sul nuovo Istituto comprensivo unico di ben 13 plessi su cui si gioca il futuro dei bambini, l’o...

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COPPARO. Dopo le parole espresse sulla stampa dal reggente della direzione didattica Stefano Gargioni («Sul nuovo Istituto comprensivo unico di ben 13 plessi su cui si gioca il futuro dei bambini, l’offerta educativa e rischi di perdita di personale, occorre una seria riflessione» le sue parole), il sindaco di Copparo nonché presidente dell’Unione, Nicola Rossi, assieme alla vicesindaco copparese Martina Berneschi replicano alle affermazioni che ha reso.

«Abbiamo sempre avuto il massimo rispetto nei confronti della figura del dirigente scolastico - afferma Rossi - e non ci siamo mai permessi di discutere le sue scelte. Mi permetto di segnalare come però in questo caso la cosa non sia stata reciproca. Ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione, però la polemica politica su un argomento così complesso sui quotidiani non è un atteggiamento costruttivo. Oltretutto bisognerebbe entrare nel merito delle questioni: lo sterile attacco del dottor Gargioni all’Unione sul tema scolastico è assolutamente incomprensibile e ingiustificato dal momento che - vorrei ricordarlo ancora- l’Unione Terre e Fiumi non ha competenza in materia di scuola, che è rimasta in capo ai singoli Comuni».

«Pensiamo - afferma invece la vicesindaco Berneschi - che sia venuto il momento di abbassare i toni di questa discussione e di ricondurre le responsabilità a chi le detiene; così come pensiamo sia il momento di fare squadra comune e di non ricercare a tutti i costi un dibattito che continua ad avere il sapore della polemica».

«Non intendiamo continuare a discutere a suon di comunicati stampa - aggiungono Rossi e la Berneschi -, ma vogliamo rimarcare la legittimità di una scelta che si presentava come la migliore tra quelle possibili; è inutile continuare a raccontare che sarebbe stato possibile la creazione di un istituto comprensivo senza le scuole di Berra, perché ciò non corrisponde a verità».

«Davanti a noi - concludono gli amministratori - avevamo solamente due strade: creare o non creare l’istituto comprensivo. Ci siamo assunti la responsabilità di crearlo, perché pensiamo che sia la scelta migliore per questo territorio, che non può e non deve isolarsi. Le amministrazioni comunali hanno fatto la loro parte e continueranno a farla, adesso ci aspettiamo che tutti i soggetti che detengono altre responsabilità, dalla Regione fino ai dirigenti scolastici a tutti i livelli, si impegnino affinché siano superate le problematiche contingenti e si mettano in campo tutte le azioni necessarie per partire con il piede giusto già dal prossimo settembre».

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