E il 13 dicembre le due Porte Sante ferraresi
«Misericordia: per iniziare a capire», la sintesi della lettera pastorale del vescovo Negri che uscirà nelle prossime settimane
Misericordia per iniziare a capire. Siamo di fronte ad una parola non facile da comprendere. Ricordo una bellissima osservazione di San Giovanni Paolo II nella Dives in misericordia: «La mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia […]» (n. 2). L’uomo crede di possedere la chiave di volta della realtà basando il suo potere sulla scienza e sulla tecnica, attraverso le quali domina i suoi simili e il mondo. E dove si afferma la forza e il dominio non c’è spazio per la misericordia. “La misericordia è la virtù dei vili - ha affermato un famoso filosofo - e sulla viltà non si crea nessuna moralità” (F. Nietzsche). […]Questa mi pare la situazione in cui ci troviamo. Qualcuno potrebbe obiettare che oggi, tramontate le ideologie razionaliste e totalitarie del passato, l’uomo si sia aperto ad una concezione più benevola di sé e della realtà. Forse è vero, ma solo in parte. Certamente non stiamo assistendo ad un ritorno della misericordia cristiana. La reazione di rifiuto e di paura verso la ragione, infatti, ha generato una riduzione di tipo emotivo da cui neppure i credenti, e noi stessi ministri ordinati, possiamo dirci immuni. La parola misericordia è diventata così l’espressione di un’emozione, di un sentimento, e non ci ricorda più il faticoso cammino educativo di conversione intellettuale e morale che il termine contiene.
Avvenimento di Cristo nella nostra vita.
[…]La misericordia non si studia sulle pagine polverose della cultura universale perché è una persona, è Cristo presente che ama, è la sua vita donata al Padre e a ciascuno di noi. Cristo che cambia la mia vita - la vita di ogni uomo e donna - è l’unica misericordia per noi cristiani. È Lui il dono di Dio, la testimonianza del Suo amore, che ci trasforma e cambia il nostro rapporto col prossimo: siate misericordiosi “come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6, 36). […]La missione della Chiesa è proprio testimoniare ogni giorno la certezza che la misericordia cambia l’umanità e, per opera dallo Spirito Santo che perdona, genera un popolo nuovo. La misericordia è la caratteristica distintiva della Chiesa, la radice della sua irresistibile fiducia in ogni uomo e donna, ma insieme la fonte della consapevolezza, non meno acuta, delle grandi distanze che il cuore umano può prendere da essa. Misericordia e perdono Ma dove incontriamo, dentro la Chiesa, Cristo nostra Misericordia? […]La misericordia di cui il cristiano fa esperienza, incontrando Cristo oggi nella Chiesa, è certamente il perdono, e la sua struttura sacramentale obiettiva è il sacramento della riconciliazione. Papa Francesco ha chiesto più volte e con forza il rifiorire di questo sacramento. Chiedo pertanto ai sacerdoti di intensificare le loro catechesi sulla riconciliazione, di essere sempre disponibili alla confessione, e chiedo ai fedeli di recuperare un corretto e frequente rapporto con questo sacramento, perché in esso è come se il Signore prendesse per mano la sua creatura e gli dicesse: «Vienimi dietro, ravvediti e seguimi perché io non aspetto altro che di perdonarti ». Alla luce della Parola di Dio, infine, ricordo […]l’esercizio della misericordia in quattordici opere, sette a servizio del corpo e sette dello spirito. […]Da questo dipende il futuro del cattolicesimo, che è un mondo nuovo, il mondo di Dio nel mondo dell’uomo.
Vi benedico
* arcivescovo di Ferrara
Comacchio, abate di Pomposa
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