Ferrara, niente medico di base: sale la protesta
Ressa al servizio di Guardia medica, decine di pazienti in coda. «Con il prefestivo siamo abbandonati per quattro giorni»
FERRARA. Per molte categorie di lavoratori, studenti compresi, è il classico ponte. I medici di famiglia lo chiamano prefestivo. Ma l’effetto per l’utenza è lo stesso. Molti medici di base, ieri, vigilia dell’Immacolata, hanno fatto festa e per i pazienti è stata caccia all’ambulatorio aperto. Quello della Guardia medica (o medico di continuità assistenziale) oppure - alternativa inappropriata perché il canale dovrebbe essere riservato alle emergenze sanitarie - l’accesso al pronto soccorso. Decine di pazienti (una cinquantina, sembra, in mattinata) sono affluiti in via Gandini, sede della Guardia medica, mettendosi in attesa del loro turno. «Troppa ressa: sono uscito e mi sono rimesso in coda al pomeriggio», sospirava ieri un paziente che accusava i sintomi di una sindrome parainfluenzale. Chi non conosce il servizio è rimasto spiazzato dagli orari di ambulatorio: 10-12 e 15-17.
«Con i medici di famiglia irreperibili - ha osservato qualcuno - l’Asl non riesce a offrire niente più di quattro ore di ambulatorio per una giornata che arriva dopo un week end (sabato 5 e domenica 6) e prima di martedì 8, altro giorno di festa? Quattro giorni senza medici di base, ma per quale motivo?». In effetti la domanda rimbalza da anni tra i pazienti e ieri ha trovato nuova eco tra i cittadini irrequieti e irritati giunti in via Gandini. Seduti ad aspettare il loro turno c’erano giovani e anziani, famiglie, soprattutto bimbi piccoli.
«Una promiscuità tra ammalati in un ambiente non proprio spazioso e accogliente che rischia di aumentare i problemi dei pazienti», era una delle considerazioni ricorrenti (il servizio dovrebbe trasferirsi in futuro in un ambiente più adeguato, la Casa della Salute dell’ex Sant’Anna). Ma le lamentele non si limitavano alla sala d’attesa di via Gandini.
«Quando ho telefonato questa mattina al numero della Guardia medica nessuno ha risposto, c’era un messaggio preregistrato e allora ho preferito venire qui - raccontava un paziente - Cosa che comunque avrei dovuto fare lo stesso per avere il certificato da presentare al lavoro perché il mio medico non è in servizio. Perché - chiedo - c’è un solo medico ad accogliere i pazienti in questa situazione di difficoltà?».
Uno dei professionisti della Guardia medica ieri pomeriggio ricordava che «l’assenza di molti medici di famiglia oggi ha aumentato notevolmente l’afflusso per varicelle, otiti, faringolaringiti, gastroenteriti e altre patologie. Abbiamo potenziato il turno: di solito al lavoro siamo in 4 durante il giorno e 3 di notte, oggi abbiamo aggiunto un’unità. Qualcuno riceve in ambulatorio, altri rispondono al telefono (di chiamate ne arrivano in continuazione), poi c’è chi fa le visite a domicilio».
Oggi - festivo - per i pazienti si annuncia un’altra giornata di passione. (gi. ca.)
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