Gambulaga: a caccia di fantasmi al Verginese
La responsabile della Delizia, Elena Grinetti, ci spiega i risultati delle indagini speciali di alcuni esperti
GAMBULAGA. Ci si può credere oppure no, ma esistono esperti di fenomeni paranormali che girano l’Italia in cerca di fantasmi ed è indubbio che fin dal lontano 1500 il Verginese ha alimentato un fascino misterioso. Da Laura Dianti ad oggi, molti hanno intravisto strane figure alle finestre o udito rumori sinistri. Negli ultimi anni l’interesse è diventato considerevole, tanto da lanciare tre indagini con specialisti dell’occulto. Nelle prime due (2012 e 2013), i risultati sono rimasti secretati. L’ultima è stata seguita da Elena Grinetti. «Tra 2013 e 2014 – dice la responsabile della Delizia di Gambulaga – due cartomanti passate al Castello in tempi diversi hanno affermato la presenze di un uomo adulto e burbero e un ragazzo giovane tranquillo e scherzoso. Il 18 aprile ho partecipato con un gruppo di 7 ricercatori del paranormale, arrivati da Emilia-Romagna e Lombardia, alla nuova indagine».
Gli strumenti di lavoro sono stati misuratore di elettromagnetismo (erano in funzione solo allarmi, non wi-fi ed elettricità), 4 telecamere fisse, 5 registratori vocali, macchine fotografiche ad alta risoluzione, un bitbox per gli ultrasuoni in tempo reale, luci a sensore di movimento e una sfera al plasma. «I ricercatori sono stati incuriositi dalla stanza sotto la chiesetta, utilizzata nella Seconda Guerra Mondiale come rifugio antiaereo. Spesso troviamo sedie spostate. Hanno collocato al centro il bitbox e la sfera al plasma con telecamera fissa. Uno di loro ha chiesto se vi fosse qualcuno e poco dopo dal portico è giunto un rumore di qualcosa che strisciava. Dai parallelepipedi sulla porta sono risuonati due colpi. Lo spirito ha detto di essere donna attraverso il bitbox, mentre la sfera si è accesa. Poi, altri due colpi all’uscita. Il fantasma vaga nel giardino...».
Ma non si tratta di Laura, morta a Ferrara: «Potrebbe essere Violante, proveniente dalla corte veneziana, rimasta incinta e ripudiata dalla famiglia al ritorno. Laura la riprese, ma morì durante il parto: forse cerca la figlia. Una storica ferrarese conferma la sua esistenza, citata nei libri di cronache estensi».
L’ex custode della Delizia ha parlato di due esorcismi per liberare le anime in pena, magari qualcuno morto nella casa colonica abbattuta tra Vinaia e Castello prima del restauro. Ma non è certo siano andati a buon fine: «Nell’area delle scale, interdetta al pubblico, tutti hanno iniziato a sentirsi male. Un ragazzo è stato afferrato a un braccio, una ragazza ha trovato graffi sulla stessa crosta già presente, iniziando a sanguinare».
Ma più interessante è la torre di sud-ovest davanti alla Vinaia, dov’è custodito il vestito di Laura: «Avviata la telecamera si è sentito un colpo, mentre a metà della gonna è apparsa una sfera di luce. Su una sedia lo strumento elettromagnetico rilevava un picco, ma non su quella accanto. Col bitbox abbiamo capito si trattava di un ragazzo: Mendez, forse tedesco per via della base militare durante la guerra. Ma non è chiaro cosa volesse trasmettere. Sappiamo che può girare nel Castello e uscire: ogni giorno trovo cose spostate, specie nel magazzino». La ricostruzione storica del Castello è complicata: dal 1500 al 1972 non esistono cronache precise: e molte famiglie hanno abitato l’edificio a Gambulaga.
Enrico Menegatti
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