«L’Ue ci ha trattato peggio di altri»
Parla Nicastro. E il parlamento rinvia l’esame degli emendamenti
Sta assumendo sempre più la dimensione di un caso nazionale la vicenda delle quattro banche finite nella tagliola del decreto che ha gettato nell’angoscia decine di migliaia di risparmiatori che si ritengono “traditi”. E sulla questione il parlamento sta giocando una partita che vede schierati vari gruppi politici.Il presidente della Commissione bilancio, Francesco Boccia, ha deciso che le misure a tutela dei risparmiatori coinvolti dagli effetti del decreto salvabanche che dovrebbe essere assorbito nella legge di stabilità arriveranno in coda all'esame dell’ex “finanziaria” in commissione. La richiesta è stata presentata dalle opposizioni (Fi, M5S e Sel) e il governo, con il vice ministro Enrico Morando, non si è opposto. Ieri intanto il presidente delle banche-ponte (tra cui c’è la Nuova Carife) ha detto di non sentirsi preoccupato da una possibile fuga dei depositi delle quattro nuove aziende come minacciato da alcune associazioni dei consumatori (tra cui un gruppo “Vittime del Salva Banche”) «perché penso che debba prevalere il buon senso». Le «nuove banche - ha proseguito Nicastro - sono solide e liquide, sicurissime e i soldi e i depositi che le banche hanno vengono usati per i mutui famiglie e prestiti alle piccole e medie imprese. Sono un pezzo fondamentale di questi territori, ma anche per i territori la salute delle banche è fondamentale». In una intervista a Sky Tg24 Nicastro ha ribadito che sulla vendita «puntiamo a chiudere tutto nella prima metà del 2016. Faremo un sondaggio e sulla base delle preferenze decideremo se operare sulla messa sul mercato in blocco o separato». Nicastro ha aggiunto che la procedura di vendita rientra «nell'ambito di una procedura pubblica, dobbiamo utilizzare il processo più trasparente possibile. Chiameremo un ampio numero di soggetti». Sul ruolo dell’Unione europea nella vicenda ha detto che «c’è stata un'asimmetria nell’atteggiamento dell'Ue fra i paesi». L’Italia, ha ricordato, ha avuto una minore quantità di fondi pubblici per il salvataggio degli istituti di credito. «A fronte di questo - ha argomentato - ci si sarebbe attesi maggiore comprensione. Questo è il primo caso su scala ampia in cui viene imposto un sacrificio agli obbligazionisti. Ci si chiede un poco perchè l'Italia ha avuto questo trattamento quando banche tedesche, inglesi, olandesi e spagnole sono state salvate con fondi pubblici. Questo desta più di qualche domanda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google