Ultima spiaggia: la causa a Bankitalia
Maiarelli scrive al premier per dirgli che il governo non ha avuto coraggio. «La soluzione del Fondo del 30 luglio era legale»
Che prima o poi sarebbe intervenuto con chiarezza e durezza, l’aveva promesso. L’ha fatto ieri mirando in alto. Cioè indirizzando la sua lettera aperta al presidente del Consiglio. L’imprenditore Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara, nonché responsabile di Unindustria, ha inviato la missiva a tutti gli organi d’informazione, locali e nazionali. Dice un paio di cose essenziali al premier Matteo Renzi, che appena l’altro giorno aveva dichiarato che il governo ha fatto il possibile per salvare le quattro banche «che altrimenti avrebbero chiuso» (Carife, Banca Marche, CariChieti, Banca Etruria).
Maiarelli afferma che “sarebbe stato più dignitoso risparmiarsi questa ulteriore beffa”, vale a dire l’azzeramento delle azioni (la Fondazione ne era la maggiore detentrice) e delle obbligazioni subordinate. Il presidente accusa l’esecutivo di essersi piegato alle indicazioni dell’Unione Europea per la minaccia incombente che un altro tipo di intervento, un altro salva-banche, potesse essere bollato e rigettato come un aiuto di Stato.
Nel pomeriggio abbiamo sentito Maiarelli che ci ha confermato la sua convinzione: era legale e giusto nella forma e nella sostanza ciò che l’assemblea straordinaria del 30 luglio scorso ha deliberato: l’affidamento della Carife al Fondo interbancario. Una soluzione prospettata dalla stessa Banca d’Italia. Fondo interbancario che è un organismo privato formato dalle banche private italiane. Il presidente della Fondazione chiede con quale atto quella determinazione assembleare che aveva delineato il futuro della Carife sia stato annullato, cancellato dalla Banca d’Italia e dal governo. Maiarelli ha quindi scritto a Renzi che “la schiena più dritta, il necessario coraggio nei confronti di Bruxelles e il doveroso rispetto nei confronti di azionisti e obbligazionisti avrebbe garantito tutt’altro epilogo”. Il presidente della Fondazione dichiara di dissentire su tutta la linea governativa, perché, appunto, la soluzione Carife l’aveva già in tasca: “L’organo di governo delle crisi bancarie (lBanca d’Italia) ha approvato ed autorizzato la convocazione di un’assemblea straordinaria dei soci che il 30 luglio scorso hanno votato favorevolmente la delibera predisposta dall’amministrazione straordinaria, identificando la medesima come la soluzione più responsabile”. La Fondazione fa causa alla Banca d’Italia? Maiarelli non lo esclude.
Stefano Scansani
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