Guardia medica: servizio potenziato, ma non basta
Molti pazienti non sapevano dell’apertura extra dalle ore 8 nei prefestivi Guzzon (Comitati consultivi): il problema è la chiusura degli ambulatori di base
FERRARA. Vietato ammalarsi in un giorno prefestivo. Peggio ancora durante un “ponte” di più giornate di festa. Perché il risultato è quello di dover trascinare i propri malanni fino alla sede della Guardia Medica e prepararsi a un’attesa di ore in mezzo ad altre persone sofferenti (e contagiose).
Quella vissuta da decine e decine di ammalati alla vigilia dell’Immacolata, e riportata ieri dalla Nuova, è un’odissea inevitabile, dal momento che anche nelle giornate prefestive gli ambulatori dei medici di base restano chiusi e l’orario di apertura della Guardia Medica è limitato dalle 10 alle 12 e salle 15 alle 17. E se l’Asl è corsa ai ripari per potenziare il servizio di Guardia Medica, la scarsa comunicazione ha in gran parte vanificato gli sforzi, come spiega il presidente del Comitato Consultivo Misto del Distretto Sud Est (nonché vicepresidente del Comitato Regionale), Cesare Guzzon: «Per ovviare al problema, l’Asl ha rivisto il protocollo con i Medici di Medicina Generale, stabilendo di aggiungere un medico in più durante le giornate di “ponte” dalle ore 8 alle 10».
Una goccia nel mare, ma già qualcosa. Peccato che il fax con le nuove disposizioni sia stato inviato solo sabato 5 dicembre, a ridosso dell’Immacolata, e l’informazione evidentemente non si è diffusa come avrebbe dovuto. «Per quel che riguarda il distretto Sud Est, che comprende i Comuni di Portomaggiore, Argenta, Ostellato, Codigoro, Comacchio, Goro, Lagosanto, Mesola, Fiscaglia - continua Guzzon - i medici aggiuntivi hanno effettivamente preso servizio due ore prima, alle 8. Il guaio è che a non essere avvertiti erano stati i pazienti che non si sono presentati prima delle 10. È dunque successo che per un paio d’ore i dottori non hanno visitato quasi nessuno, e poi hanno prolungato il servizio fino allo smaltimento dei pazienti».
A Ferrara non è andata meglio: «Davanti all’ambulatorio chiuso del mio medico di famiglia lunedì non c’era alcun avviso sull’apertura della Guardia Medica fin dalle 8», conferma un paziente. E in via Gandini, lunghe file di ammalati in attesa di essere visitati, alcuni anche con il rischio di non riuscire a presentare il certificato medico in tempo rispetto a quanto richiesto dai datori di lavoro. Perché, pur al netto di un implemento di un paio d’ore della Guardia Medica, il nocciolo di fondo resta l’indisponibilità dei medici di base durante le giornate prefestive: «È un punto su cui stiamo lavorando - conclude Guzzon - L’idea è quella di organizzare perlomeno una turnazione per garantire un servizio minimo ai pazienti, con un occhio anche alla pediatria».(a.m.)
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