Ex Lamborghini-Calor scatta lo stato di agitazione
I 91 dipendenti in ansia. Il gruppo Ferroli non ha rinnovato l’accordo Domani mattina un presidio davanti al municipio di Sant’Agostino
I 91 lavoratori della Lamborghini-Calor (gruppo Ferroli) sono in ansia. Mentre nella sede di San Bonifacio, dove sono impiegati 900 lavoratori, ed anche per la fabbrica di Alano di Piave nel Bellunese, dove lavorano 150 addetti, è stato trovato un accordo per quanto riguarda la parte alta della busta paga ed anche una sanatoria per il pregresso, la stessa cosa non è avvenuta per lo stabilimento di Dosso di Sant’Agostino.
I lavoratori - che attualmente sono in cassa integrazione straordinaria e vi rimarranno fino a maggio 2106 - e sindacati sono preoccupati e hanno organizzato un presidio per domani mattina alle 9 davanti al municipio di Sant’Agostino. «Ci aspettavamo lo stesso trattamento anche per i lavoratori di Dosso», Invece non è avvenuto - spiegano Linda Dolcetti della Fiom-Cgil e Sandra Rizzo della Fim-Cisl - e vista la situazione abbiamo proclamato lo stato di agitazione in quanto riteniamo venga meno un’idea di piano industriale per questo stabilimento».
« Ci hanno detto . riferiscono le sindacalista - che a febbraio verrà nominato un nuovo amministratore delegato e che a quel punto ci diranno qualcosa, ma i segnali che giungono non sono positivi in quanto non c’è alcuna idea di rilancio». Il mancato accordo sulla parte alta della retribuzione significa 236 euro in meno ogni mese e tra aannessi e connessi i lavoratori si trovano con una minore retribuzione di circa cinquemila euro l’anno.
Negli anni il gruppo Ferroli era arrivato a un indebitamento complessivo di oltre 350 milioni di euro, di cui 310 milioni nei confronti di istituti bancari, che la scorsa primavera avevano chiuso i rubinetti, costringendo la società a bloccare la produzione. Una fase molto delicata superata attraverso il commissariamento dell’azienda e con un’iniezione di liquidità d’urgenza, operata dalle stesse banche e da due investitori: il fondo britannico Attestor e quello italiano Oxy. Tutti soggetti protagonisti, assieme alla proprietà finora rappresentata dalla famiglia Ferroli, dell’accordo di ristrutturazione del debito (articolo 182 bis) presentato il 23 ottobre scorso per l’omologa da parte del Tribunale.
Il piano prevede la trasformazione dei debiti dell’azienda in strumenti finanziari partecipativi, per quanto sarà necessario a ricostituire il capitale. Con l’omologa arriverà una nuova immissione di liquidità di oltre 120 milioni di euro. In questo modo, l'azienda potrà tornare a operare sul mercato senza il peso dell’esposizione finanziaria, perché i debiti verranno congelati fino al 31 dicembre 2020. Il piano industriale prevederebbe un rafforzamento dell’attività svolta a San Bonifacio. A Dosso i sindacati avevano messo in mora l’azienda per non aver rispettato l’articolo 36 del contratto di lavoro. Gli stessi sindacati avevano anche chiesto l’attivazione del Tavolo provinciale. Tempo fa erano stati attuati anche alcuni presidi a sorpresa.(m.bar.)
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