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verba volant

Salvateci dagli aiuti umanitari

Il fondo del direttore Stefano Scansani

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Questo nostro Paese e i suoi governanti hanno un'intensa vocazione per le missioni umanitarie. Gli italiani sono dei maestri del salvamento e della ciotola di riso. Perché l'umanità giustifica gli errori mortali fatti in proprio e addirittura il giorno prima. Il governo di turno le propone per stare alla larga dai teatri di guerra. Il governo le lancia non appena un pezzo d'Italia trema, o colpevolmente s'inonda o frana. Ma quella della missione umanitaria per mettere una pezza solidaristica alla frittata colossale del salva-banche è davvero una novità paradossale. Temibile. Grave.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan - uomo che non tradisce un'emozione o una contraddizione - al termine dell'Ecofin martedì a Bruxelles ha proclamato che l'intervento per gli obbligazionisti delle 4 banche in via di risoluzione (Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Carife) «è una misura umanitaria volta a tutelare le fasce deboli dei risparmiatori, non ha nulla a che vedere con l'operazione finanziaria in quanto tale». E ha aggiunto che «la Commissione europea potrebbe avere delle obiezioni se tale operazione fosse considerata parte della risoluzione, ma non lo è, si tratta di due cose separate».

Cioè, prima gli obbligazionisti sono stati sterilizzati perché l'occhiuta e inclemente Ue non scovasse nel salva-banche un aiuto di Stato.

Poi fa capolino l'idea di praticare una flebo agli obbligazionisti con il miracoloso emendamento. Un provvedimento autonomo, così la Ue avrà nulla da ridire, e il governo se la caverà con la missione umanitaria bancaria. In questo Paese la protezione civile mette a posto tutto: il soccorso e l'emergenza valgono più della prevenzione. Xè pèso el tacòn del bùso, sospirano i veneti. È peggio il rammendo del buco.
Valgano, al riguardo, i fatti reali. Dopo due anni e sei mesi di commissariamento, l'assemblea straordinaria dei soci il 30 luglio scorso deliberò il destino di Carife che doveva passare in gestione al Fondo interbancario (privatissima realtà privata). La decisione votata e verbalizzata, fu benedetta dalla Banca d'Italia. Il ribaltone del 23 novembre se n'è fatto un baffo di quella deliberazione, il Consiglio dei ministri ha trascinato Carife nel bouquet delle banche da salvare, banche con altre storie, strutture, prospettive, responsabilità, patrocini. Della serie: ti stai già salvando da te? Fa lo stesso.
Tutto da rifare, ti salvo con le altre, e via andare.
All'indomani della decisione del governo è affiorata l'avvenuta sterilizzazione delle azioni e delle obbligazioni. La Carife vecchia non c'era più. E allora, di corsa, verso i ripari all'italiana con un cicaleccio, un gracidare, una baruffa che porterà nulla di buono: restituzione del 30 per cento del valore dei titoli azzerati? Sconto sulle tasse soltanto a chi è finito in indigenza? Riconoscimento di un contributo ma solo per chi non ha speculato? Capiamoci: unicamente chi sta saggiando la povertà a causa del salva-banche potrà immaginare un aiuto umanitario, profetizza Padoan.
E noi, che siamo ancora tiepidi di terremoto, sappiamo come funzionano le provvidenze dello Stato, quante scartoffie servono, quante umiliazioni spiovono, quanto soldi davvero arrivano. Lo sanno gli esodati, razza di lavoratori creata nel laboratorio Monti-Fornero.
Maurizio Gasparri di Forza Italia, uomo da prendere con le pinze, usa il machete: «Il ministro dell'Economia Padoan parla di un'operazione umanitaria per tutelare la parte più debole dei risparmiatori rapinati dalle banche. Ma che linguaggio usa? L'unica cosa da fare è cacciarlo via a calci nel sedere per le operazioni che fa, per i comportamenti che avalla, per il linguaggio offensivo che usa nei confronti dei risparmiatori».
Gasparri promette: «Appena incontrerò Padoan procederò direttamente io, a nome dei risparmiatori, a dirgli quello che pensano di persone spregevoli come lui. E la Banca d'Italia, che non ha vigilato ha responsabilità di ordine penale che investono Visco e tutti i suoi collaboratori. Un'associazione di persone che pensano soltanto ai loro stipendi illegali, perché superano i tetti imposti alle pubbliche amministrazioni, e che non vigila a tutela dei risparmiatori. Visco e Padoan vanno cacciati via immediatamente e saranno denunciati per le loro responsabilità penali nei confronti dei risparmiatori».
L'azione umanitaria avviene sempre per grazia, benevolenza, clemenza. È irradiata dal potere.
Bontà sua. Non è ritenuta un diritto automatico dei danneggiati. Me ne guardo bene dall'indicare solo le fasce deboli, perché questa gerarchia vale solo quando pare al potere.
In uno stato di diritto autentico sarebbero già successe alcune cose risolutive. Mai i vertici della banca locale sarebbero stati coincidenti, turnanti e trasversali con le realtà associative e consociative locali. Per tempo e insieme clienti, lavoratori, sindacati Carife avrebbero scoperchiato pubblicamente la pentola a pressione. I responsabili del patatrac della Carife sarebbero già stati chiamati a rispondere civilmente e penalmente delle loro posizioni con tempi e modi lesti. La Cassa sarebbe stata lasciata andare verso il destino deciso dall'assemblea sovrana. Chi ci rappresenta (amministratori locali, consiglieri regionali, parlamentari) si sarebbe esplicitamente ribellato al ribaltone del governo o, più partiticamente, del Pd. Ma oggi di fronte al tacòn che è peggio del bùso, hanno quasi perso la voce.


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