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Truffa una commerciante: nei guai

Truffa una commerciante: nei guai

Una donna originaria di Lagosanto era riuscita a farsi prestare oltre 60mila euro

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 È accusata di aver raggirato una commerciante ravennate riuscendo a impossessarsi in pochi mesi di una somma ingente, qualcosa come 66.500 euro. Soldi che, stando a quanto ricostruito dai poliziotti della Squadra mobile, era riuscita a spillare alla vittima - colta in un momento delicato dal punto di vista personale - prospettandole una temporanea difficoltà economica, ma rassicurandola sul fatto che nel giro di poco tempo le avrebbe restituito tutto, anche perché di lì a poco avrebbe riscosso un lascito testamentario dall’estero. Ma alla fine quelle promesse erano rimaste solo sulla carta. Prive di valore come l’atto notarile scritto a macchina di scrivere e con nomi di fantasia ritrovato dagli inquirenti nel domicilio della 60enne originaria della provincia di Ferrara, per la quale ieri si è aperto a Ravenna il processo per truffa davanti al giudice Beatrice Bernabei e al vice procuratore onorario Lorenzo Casalboni. Un’udienza lampo subito rinviata a febbraio per l’assenza dell’imputata che, assistita dall’avvocato Riccardo Rubboli, ha presentato un certificato medico. La vicenda si era innescata un paio di anni fa quando la commerciante, titolare di un’attività di servizi alle porte del centro, conobbe la donna. A presentargliela era stato un suo cliente, a cui la negoziante aveva già prestato in precedenza del denaro.

L’uomo non era stato in grado di onorare il prestito e un giorno si presentò accompagnato dalla 60enne indicandola come la persona che avrebbe potuto appianare i debiti accumulati; visto che lui vantava un credito nei suoi confronti. La titolare del negozio si fidò della signora che, come hanno scoperto in un secondo tempo i poliziotti, si presentò sotto falso nome. La vittima cadde nel tranello e la donna fu così convincente che grazie ai suoi modi affabili riuscì persino a farsi prestare denaro in più occasioni proprio dalla donna che avrebbe dovuto rimborsare; al punto che la stessa commerciante si trovò a dover chiedere soldi in prestito ai parenti.

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