La sanità a Ferrara: 50 posti letto in meno, solo un taglio ‘ridotto’
La riduzione nei 4 ospedali della provcinia, sugli 800 posti regionali tagliati: questo il sacrificio imposto alle strutture ferraresi. il direttore dell' ospedale Cona, Carradori: i nostri servizi non ne risentiranno
FERRARA. «Un taglio contenuto che non mette in discussione i servizi».
In questa maniera Tiziano Carradori, direttore dell’Azienda Sant’Anna, valuta l’obiettivo 2016 di riduzione dei posti letto attribuito al territorio provinciale dalle linee guida del Piano di riordino ospedaliero approvate ieri dalla giunta regionale. Il “sacrificio” chiesto alla sanità ferrarese è complessivamente inferiore a 50 posti letto, sia nelle strutture pubbliche (quindi nei quattro ospedali del territorio) che in quelle private, sia ordinari che di day hospital, su poco meno di 1.300 unità complessive ad un tasso di occupazione dell’86%.
Tenendo conto che la riduzione su scala regionale sarà di 815 posti per gli ospedali pubblici, emerge che questa volta Ferrara sta nella parte bassa della “classifica” dei tagli, e si tratta di una novità. «Si è tenuto conto delle riconversioni già effettuate e della quota di popolazione anziana, molto elevata, residente nel territorio provinciale - sottolinea ancora Carradori - La suddivisione per struttura? Ancora non c’è, fa parte della programmazione territoriale che ci apprestiamo ad attivare».
Il provvedimento, ha spiegato l’assessore regionale Sergio Venturi, ha attualmente 4,2 posti letto per 1.000 abitanti, e per adeguarsi agli standard nazionali indicati dal decreto ministeriale: 3,7 posti letto per 1.000 abitanti, comprensivi di 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, tenuto conto del saldo di mobilità attivo.
La riduzione proposta a livello regionale, sottolinea la giunta, «tiene conto dello spazio d’intervento che ogni singolo territorio può mettere in atto, su due versanti: un più efficiente utilizzo dei posti letto e il trasferimento di parte dell’attività dal day-hospital all’ambulatoriale, anche in forza di tecniche di cura più sicure».
Un esempio è il day-hospital oncologico, che verrà trasferito in ambulatoriale, senza toccare il percorso assistenziale del paziente. Questo modello è stato già sperimentato dalla Regione per gli interventi di cataratta, i più frequenti a livello regionale, passati dal day- hospital appunto al livello ambulatoriale. «In molti settori siamo già negli standard definiti a livello nazionale - è stato il commento di Venturi - Si tratta, per noi, di una messa a punto rispetto ad obiettivi già in buona parte raggiunti, per mettere in stabilità il sistema per i prossimi 10 anni». (s.c.)
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