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LA TRAGEDIA

Morto in casa in via Ortigara, fu indagato per omicidio

Morto in casa in via Ortigara, fu indagato per omicidio

Fu coinvolto e scagionato nelle indagini sul caso Bonetti, ucciso 35 anni fa a Lido Spina: una coincidenza incredibile tra la sua morte e un articolo pubblicato

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FERRARA. Non si avevano notizie di lui da 4 giorni: sia la donna che saltuariamente andava a fare le pulizie in casa, in via Ortigara, che il vicino si erano allarmati, ma solo mercoledì sera hanno lanciato l’allarme chiamando i familiari del 60enne commerciante ferrarese che abitava all’ultimo piano del palazzo.

Una morte per cause naturali, che però accende altre domande, altri dubbi che ora il pm di turno, Ciro Savino vuole accertare. Perchè l’anziano era conosciuto dagli inquirenti, essendo finito anni fa, ormai 35 anni fa, nell’inchiesta sulla morte di un ragazzo Nicola Bonetti, 22 anni studente ferrarese di Medicina, che venne ucciso il 28 giugno 1980 a Lido Spina.

A collegare i casi, una casualità - che resta tale, spiegano gli inquirenti in modo diretto per evitare speculazioni e amplificazioni gratuite - tra la morte per cause naturali del commerciante e la pubblicazione di un articolo di mercoledì mattina che ripercorreva la storia di Nicola Bonetti e i misteri che la sua morte aveva alimentato. Storia in cui l’uomo venne indagato, formalmente per omicidio assieme ad altre persone, ma - si sottolinea in modo preciso e chiaro - poi venne prosciolto dall’ipotesi di qualsiasi coinvolgimento. «Una coincidenza incredibile che resta tale» spiegano gli inquirenti che aggiungono in modo diretto che non vi sono elementi o altro per «tentare un suggestivo collegamento» tra la morte dell’uomo scoperta il giorno stesso in cui è stato pubblicato l’articolo.

Resta la coincidenza, la causalità, a conferma che la realtà spesso supera di gran lunga qualsiasi finzione: polizia e pm non si soffermano su questo, spiegano che ora i fatti vanno accertati - come per ogni caso - e che solo l’autopsia della Medicina-legale potrà dare risposte precise. I fatti certi sono che l’uomo è morto, prima dell’uscita dell’articolo, per un malore che lo ha fatto accasciare nel bagno di casa dove il suo corpo è stato trovato in pessime condizioni, vista l’alta temperatura. Altri accertamenti in corso dovranno, ad esempio, indicare se possa essere stato in compagnia di qualcuno o qualcuna.

Gli stessi inquirenti spiegavano che comunque per una completezza di accertamenti, potrebbero chieder copia e rileggere il fascicolo dell’omicidio poichè «l’associazione tra i due fatti è comunque inevitabile», ma tutto il resto è «una ipotesi fantastica e pittoresca». (d.p.)

 

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