Nipote e parenti condannati per la contesa dell’eredità
La lite familiare per i soldi del nonno diventa un processo con condanne: i tre avevano fatto carte false per l’eredità che si contendevano: a Ferrara per loro pene fino a 18 mesi. Ora il bis, altre condanne della Corte d'appello
FERRARA. Avevano fatto carte false per l’eredità che si contendevano, ed erano stati condannati in tre, a Ferrara dal tribunale cittadino.
Ora il bis, altre condanne, sempre agli stessi tre imputati ma da altri giudici, quelli della Corte d’appello di Bologna (terza sezione). Una storia che vedeva al centro di tutto una eredità contesa e poi un’altra contesa giudiziaria, civile, e infine il processo penale.
I tre imputati condannati ieri alle stesse pene di primo grado sono Paola Raimondi ed Enrico Manservigi (pena di 18 mesi) e 15 mesi ad Agata Raimondi: in primo grado venne decisa anche una provvisionale di 15mila euro alla parte civile, assistita dagli avvocati Aldo e Francesco Andriulli.
Tutto ruota attorno alla morte di un nonno centenario, avvenuta nel 2006, da qui nasce la lite tra la figlia che vuole la sua parte del patrimonio paterno, mentre dall'altra ci sono il nipote, la moglie e la cugina di lei, poi accusati (e condannati) per «mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice».
Ossia non applicarono la sentenza del giudice civile che obbligava i tre a restituire alla parente un terzo dei 700.000 euro che avevano ricavato dalla vendita dei beni del parente morto. Perchè solo alla morte del "patriarca" la figlia scoprì di esser stata esclusa e intentò le varie cause. Vincendole.
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