Ospedale, nella via di mezzo la soluzione
Un’ala resterà a disposizione dei privati che vorranno investire, per il resto si seguirà il progetto dell’Ausl. È già polemica
COMACCHIO. «Sull’Ospedale San Camillo bisogna iniziare prendere delle decisioni importanti altrimenti richiamo di perdere tutto». Dopo la riunione della Commissione Sanità di mercoledì sera, il sindaco Marco Fabbri interviene in maniera decisa. «Ci chiedono di aspettare i privati, ma in questi anni nessuno si è fatto avanti, tutto è rimasto fermo e se continuiamo a procrastinare, perderemo anche i servizi essenziali». Quindi? Cosa si intende fare? La risposta è contenuta nella mozione che il consigliere di maggioranza Mariano Enrico Calderone presenterà in consiglio comunale lunedì prossimo. In estrema sintesi, «l’idea è quella di tenere “libera” un’ala dell’Ospedale e metterla a disposizione di privati che decideranno di investire sul nostro territorio - fa presente il sindaco - e nello stesso tempo attivare subito i servizi di pediatria e riabilitazione. Non possiamo permetterci di perdere preziosi finanziamenti e di restare a mani vuote».
Nello specifico, la mozione “Proposta di implementazione della Casa della Salute di Comacchio” preparata dal consigliere ex 5 Stelle, parte dalla occupazione dei locali dell’ospedale da parte dei membri della Consulta e “tale situazione - si legge nel documento - non permesso l’implemetazione della Casa della salute e di conseguenza non possono essere forniti servizi essenziali alla popolazione. Non solo, nei giorni scorsi il presidente della Provincia Tagliani e la maggioranza dei membri della Commissione Sanitaria si sono espressi favorevolmente allo sblocco della situazione di stallo, con avvio immediato dell’implementazione dei servizi pubblici e nello stesso tempo valutare le eventuali proposte dei privati. La commissione comunale non ha però visto il consenso unanime su tale proposta e quindi si rende necessario che il consiglio comunale si esprima in tal senso”. «Ecco pronto il regalo di Natale a tutti i comacchiesi - tuona il consigliere dell’Onda Michetti - il Sindaco si sveglia dal suo torpore relativo alla questione San Camillo e siccome a lui manca il coraggio di portare a termine questa sporca faccenda, in nome di futuri tagli economici sulla sanità, invia “l’eroe” Calderone a demolire anche quel poco rimasto di rivendicazione dei propri diritti, rivendicazione che stanno esercitando i cittadini comacchiesi forti, e voglio ricordarlo di circa 9000 firme e diverse vecchie manganellate». «La maggioranza dimentica quando gli fa comodo che questo Comune è dotato di una commissione sanitaria speciale, deputata a discutere delle questioni relative alla sanità...e questa mi pare proprio lo sia. Sull’ospedale non molleremo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
