Scippavano anziane a Ferrara, la stangata alla "banda delle catenine"
Tre giovani albanesi condannati a 16 anni di carcere: le rapine questa estate avevano creato un allarme sociale. Furono incastrati dalla polizia
FERRARA. Erano la «banda delle catenine», erano nel luglio scorso un incubo per la città perchè aggredivano anziani e strappavano dal collo catenine e scippavano borse, facendo finire all’ospedale le loro vittime, come accaduto in diversi casi.
In uno di questi, addirittura, per l’anziana che si è costituita parte civile col figlio avvocato, era stata presa a calci a terra perchè non voleva cedere la borsa. Scippi-rapine che questa estate si erano ripetuti in serie, come sta accadendo in questi giorni natalizi con gli ultimi tre colpi in città.
Per gli scippi -rapine di questa estate, sono stati condannati tutti i tre rapinatori, tre giovani albanesi ventenni, ma residenti da tempo in città; una stangata senza precedenti per loro, decisa dal giudice Monica Bighetti su richiesta del pm Ciro Alberto Savino.
osì le condanne-stangata (con il rito abbreviato, quindi già ridotte di un terzo) sono arrivate per Fatmir Dungaj, 21 anni d’età e 6 anni e 10 mesi di pena da passare in carcere perchè era lui il capo ed era lui ad aver messo a segno 7 colpi in città. Poi per Daniel Celhaka, 23 anni, 4 anni e 4 mesi di condanna per un solo colpo ma visti i precedenti, la stangata non l’ha evitata. Infine per Fabjon Sali, 23 anni, il giudice ha deciso 4 anni e 8 mesi di pena. Insomma, quasi 16 anni di pena, (ridotti di un terzo per il rito) cifra che indica la volontà di dare un segnale forte da parte degli inquirenti a fatti gravissimi: le vittime, tutte anziane e aggredite mentre camminavano da sole per strada, finite all’ospedale per lesioni più o meno gravi.
Dopo l’allarme e l’emergenza,occorre ricordare che la Squadra mobile, grazie alle testimonianze delle vittime, dei testimoni e soprattutto delle telecamere sparse in città, riuscirono ad incastrare i tre giovani albanesi. Nota di cronaca raccontata da chi era presente all’udienza, una delle madri dei tre imputati per Sali, fuori dall’aula ha avuto una crisi isterica gridando «figlio mio, figlio mio», quasi a volerlo proteggere.
Un figlio ribadiamo che per una manciata di euro, strappando catenine a raffica ad anziani, li mandò all’ospedale, per loro solo ferite, per fortuna.
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