Lamborghini Calor In piazza per il futuro
Mancano integrativo e piano industriale: i dipendenti in corteo fino al municipio Incontro con sindaco e vice. Toselli: pieno sostegno e coinvolgeremo la Provincia
SANT’AGOSTINO. Mobilitazione, stato di agitazione e protesta per i 91 lavoratori della Lamborghini Calor di Dosso. Nella mattinata di ieri è stato proclamato una sciopero e mentre una parte dei lavoratori presidiava i cancelli di accesso della fabbrica, con un picchetto, gli altri si sono presentati davanti al municipio per sfilare in corteo e rendere pubblico il loro disagio alle istituzioni ed alla cittadinanza. Era giorno di mercato e la manifestazione è stata seguita con molta attenzione dalle tante persone che erano in piazza per acquisti e che, apertamente, hanno espresso la loro solidarietà all'iniziativa. La Lamborghini Calor pur mantenendo la vecchia ragione sociale è stata assorbita dal gruppo Ferroli il quale nella sede di San Bonifacio, che impiega 900 dipendenti, e in quella di Alano Piave, nel Bellunese, ha già raggiunto un accordo per il contratto integrativo. La stessa cosa invece non è avvenuta per la Lamborghini Calor di Dosso. Il silenzio della direzione centrale preoccupa molto i dipendenti perché, oltre alla minor retribuzione in busta paga, sanno che si dà ormai assodato che quei lavoratori che attualmente sono in cassa integrazione straordinaria dovranno restarci fino al prossimo maggio. Segnali purtroppo negativi che fanno pensare, e temere, che non ci sia un piano industriale che coinvolga anche lo stabilimento di Dosso. «Oltre allo sciopero di mezza giornata - ha spiegato Sandra Rizzo della Fim Cisl - oggi manifestiamo in piazza per rendere pubblica la nostra delicata situazione lavorativa. Nel contempo chiederemo al sindaco un suo coinvolgimento perché intervenga con la direzione centrale del gruppo Feroli. Chiediamo che i nostri lavoratori siano trattati, dal punto di vista retributivo, come gli altri del gruppo. Il mancato accordo integrativo comporta che i lavoratori della Lamborghini Calor perdono ogni mese 236 euro. Nell’arco di un anno è una cifra molto forte che viene a mancare dalle loro tasche». Appena iniziata la protesta davanti al municipio il sindaco Fabrizio Toselli, ed il vice Simone Tassinari hanno subito incontrato una delegazione, di lavorati e sindacalisti, per concordare come agire per smuovere le acque. «Diamo il massimo sostegno - ha detto il sindaco - e contatterò subito la Provincia per concordare, insieme, modo e forma per poter parlare con la direzione centrale del gruppo Ferroli. Muovendoci di concerto, Comune e Provincia, siamo animati dalla speranza di riuscire ad avere questo incontro prima della festività del Natale». Dichiarazioni che hanno portato un certo sollievo. «Abbiamo ottenuto - ha precisato Linda Dolcetti, Fiom Cgil -il nostro scopo: avere l'appoggio e l'aiuto delle istituzioni. Speriamo di riuscire ad avere, a breve, uno spiraglio positivo sul futuro dell’azienda perché, lo ricordiamo, oltre ai dipendenti fornisce lavoro a diversi artigiani dell'indotto». Finita la manifestazione i lavoratori sono ritornati tranquillamente in fabbrica per iniziare il turno del pomeriggio.
Giuliano Barbieri
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