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dura vertenza

«Restituite il badge e state a casa: licenziate»

Basell e sindacati
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Basell e sindacati

Ferrara, Lyondell-Basell sopprime due posti di lavoro. I sindacati chiedono la revoca del provvedimento all'azienda chimica e accusano: violate le norme, segnale politico contro i lavoratori ma anche sintomo dell'avidità di un gruppo dirigente locale che trae propri vantaggi dalla cancellazione di posizioni di lavoro

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FERRARA. «Restituisci il tuo badge di ingresso al lavoro e stai a casa». Questo l'ordine, comunicato dall'azienda, che per due lavoratrici dello stabilimento Lyondell-Basell di Ferrara significa licenziamento. A motivare il provvedimento, il 10 dicembre scorso, l'esigenza di contenere i costi - denunciano i sindacati Filctem, Femca e Uiltec e i lavoratori della Rsu (i delegati sindacali aziendali) -  una giustificazione sfociata a stretto giro di posta nell'avvio delle procedure di interruzione dei due rapporti di lavoro. La decisione ha scioccato dipendenti e sindacati oggi uniti per chiedere la «revoca» immediata della decisione.

L'azienda, spiegano i sindacati, avrebbe manifestato l'intenzione di «sopprimere due posizioni di lavoro» mentre  «in realtà le attività saranno semplicemente redistribuite agli altri dipendenti di Lyondell Basell del nostro sito». Una scelta resa ancora più grave e dannosa, per le due dipendenti, dal fatto che non sarebbe stata offerta loro «un'altra possibilità di impiego nell’ambito delle attività presenti a Ferrara». L'atto che ha mandato in fibrillazione i sindacati è stato assunto alla «vigilia della fase conclusiva del confronto sindacale sull’integrativo aziendale, di cui proprio il tema della “occupabilità” e della capacità di gestire internamente le riorganizzazioni aziendali delle persone sono punti dirimenti del confronto tra le parti».

Ma ci sono altri motivi per cui il sindacato ha deciso di protestare. Non è stata infatti data, lamentano le organizzazioni che hanno firmato la nota, nessuna «comunicazione preventiva» ai rappresentanti dei lavoratori, «in violazione degli accordi tuttora vigenti precludendo così, già in partenza, possibili soluzioni alternative».

L'altro ieri si è riunita la Rsu aziendale insieme alle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali, «per valutare tutte le iniziative da adottare, anche sulla scorta del mandato ricevuto dai lavoratori durante le assemblee recentemente tenute sui contenuti del contratto aziendale. I fatti di giovedì - sottolineano i sindacati dopo aver sottolineato il percorso dei provvedimenti assunti dall'azienda - confermano che nessuno è al sicuro, nemmeno se svolge bene il proprio compito professionale: quando le direzioni decidono che devono dare un segnale ai loro superiori sulla riduzione dei costi, lo fanno senza indugio a dispetto della loro tanto decantata “magnanimità” per i propri dipendenti.Di fronte alla ripartenza dei licenziamenti a ruota libera, l’anomalia di questa azienda, che più guadagna e più licenzia, deve trovare una risposta forte tra i lavoratori e le lavoratrici che quotidianamente vengono in fabbrica per ricercare il proprio reddito, contribuire al risultato aziendale e allo sviluppo del Paese».

Il taglio dei due posti di lavoro sarebbe incomprensibile anche perché «Lyondell-Basell nel corso del 2015 ha conseguito i suoi migliori risultati economici da quando si è costituita, sfruttando le condizioni favorevoli del basso costo del petrolio, ma anche e soprattutto grazie al patrimonio di conoscenze tecniche e professionali dei propri dipendenti. Questo gruppo dirigente non può continuare a nascondersi dietro a presunte disposizioni da parte degli organi superiori, che impedirebbe loro di svolgere un qualsiasi ruolo socialmente responsabile, verso i propri dipendenti e verso il territorio».

L'interpretazioni che danno le organizzazioni sindacali è che il licenziamento eseguito con queste modalità sarebbe «un segnale politico, di annientamento del valore e della dignità del lavoro, in sintonia con gli ultimi provvedimenti legislativi dei governi che si sono succeduti, ma non solo: evidenzia anche l’avidità di un gruppo dirigente locale che trae propri vantaggi dalla riduzione di posizioni di lavoro».
Lunedì riprenderà il confronto con la direzione sull’integrativo aziendale.«E’ implicito che, qualora nel corso della trattativa non dovessero essere immediatamente revocati i due licenziamenti e non trovassero riscontro i temi fondamentali della piattaforma sindacale sul rinnovo del contratto integrativo aziendale - concludono i sindacati - scatteranno immediatamente le iniziative di lotta a sostegno delle nostre richieste».

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