Ferrara, in aula i veleni di Carife Diffamazione su Facebook
La causa contro Giuseppe Toscano accusato da 52 dipendenti della cassa Tutti in tribunale il 1º marzo: sarà il primo vero processo sulla vita della banca
FERRARA. E’ un processo per diffamazione, uno dei tanti celebrati nei tribunali per offese che rimbalzano e vengono amplificate, senza controlli e senza reti, su Facebook. Ma non è «solo» un processo alle parole in libertà di Giuseppe Toscano, avvocato ed ex membro cda Fondazione Carife ed una delle poche voci fuori dal coro nel corso degli anni negli organismi della Cassa, che oggi veste il ruolo di imputato accusato di diffamazione, via Facebook.
Perchè quello fissato dal tribunale di Ferrara al 1 marzo prossimo, davanti al giudice monocratico, rischia di diventare il primo vero processo alla storia di Carife, a tutto ciò che è accaduto in passato - soprattutto sulla questione dell’aumento di capitale - e che ha portato, in parte, alla situazione drammatica di oggi. In realtà potremmo parlare del primo vero maxiprocesso perchè se da una parte c’è un solo imputato, per diffamazione a mezzo Facebook, Giuseppe Toscano, appunto, dall’altra parte sono ben 52 le parti offese, 52 dipendenti (alcuni di loro ex) della Cassa di risparmio che si sono sentiti diffamati - globalmente e genericamente, poichè mai chiamati in causa con nome e cognome - dai post pubblicati sul profilo che Toscano aveva su Facebook, oggi chiuso. Prima di proseguire occorre però collocare tutto nel tempo: siamo nell’estate 2013 e la Carife è stata da pochi mesi commissariata e in tutta la città, sulla Carife si spargono veleni e tanto altro. Da qui la raffica di messaggi e commenti postati tra agosto e settembre 2013 da Toscano, che secondo l’accusa - pm Ombretta Volta - avrebbero offeso la reputazione dei dipendenti di Carife : si noti bene che in totale sono quasi 1000, ma in questa causa penale si sono costituiti solo 52 di loro, come recita l’atto della procura: Barbieri Alvaro + 51. Vi sono in questi messaggi offese sulla produttività dei dipendenti: «vi licenziano? ben vi sta!» scrive Toscano, e si chiede «sono così tanti che passano la mattina su Facebook a leggere post come questo?».
E ancora, che i dipendenti sono «veri professionisti della Stangata (il famoso film, ndr), a loro confronto Redford e Newman sono dilettanti». Offese grossolane, scomposte. Ma nel capo di imputazione però vi sono anche rilievi a carico di Toscano che oggi sono al centro dell’inchiesta aperta dalla procura sul commissariamento di Carife e i motivi che lo hanno originato: primo tra tutti l’aumento di capitale, l’offerta d’acquisto di azioni che la banca propose nell’estate-autunno 2011 per 150 milioni.
Si faccia molta attenzione, perchè le accuse mosse dai 52 dipendenti puntano sui post di Facebook, scritti da Toscano sulla vicenda: «I dipendenti Carife hanno gabbato migliaia di ferraresi vendendogli con ogni mezzo le azioni di banca, convocandoli in filiale o facendo intendere con arroganza che non sarebbe stato concesso il fido o finanziamento se non sottoscrivevano azioni della banca, che oggi sono carta straccia». Offese- profezia (sulle azioni) di cui però c’è ben poco da vantarsi. Accuse e ancora accuse che battono sulla malagestione di Carife. «I dipendenti Carife -posta Toscano - che si spacciavano per verginelle immacolate sono da oltre 10 anni dei veri marpioni del credito malgestito sulla pelle dei risparmiatori».
Affermazioni gravi, diffamatorie sulle quali ora i 52 dipendenti potranno chieder conto a Toscano. Che dovrà dimostrare il motivo di giudizi così netti e scomposti, offensivi. Su aspetti, però, e lo ribadiamo ad onor di cronaca, che sono materia della Grande inchiesta, sul crollo di Carife. E così per la prima volta, pubblicamente e in un aula di tribunale, tutti, i 52 dipendenti, Toscano, i giudici e gli avvocati (Claudio Maruzzi per la difesa di Toscano e Fabio Anselmo per i 52) dovranno spiegare ciò che accadeva, dovranno fare - dunque- il processo a Carife. E come accade spesso, non finisce qui: altri veleni sono oggi all’attenzione dei magistrati, per un’altra tranche seguita dal pm Ciro Alberto Savino: Toscano ha infatti denunciato 11 tra dipendenti ed ex di Carife che dopo sua la “raffica” su Facebook, gli replicarono con altri post: la guerra sul social-network ha portato Toscano a selezionare quelli più offensivi (che ritenne tali) e ha querelato per minacce, ingiurie e diffamazione le 11 persone: Filippo Pierfederici, Roberto Martello, Cristiano Vecchiatini, Fabrizio Saletti, Giuseppe D'Alessandro, Francesca Canella, Alessandro Marchesini, Elena Ferraresi, Mariangela Magnani, Michele "Michy" Martini, Alessandra Natati. Dunque, prossimamente, tutti in aula per i veleni-Carife bis.
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