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CINEMA

Pieraccioni fa il Cenerentolo e deve rientrare a mezzanotte

di GIAN PIETRO ZERBINI
Pieraccioni fa il Cenerentolo e deve rientrare a mezzanotte

Puntuale come la revisione biennale dell’auto, ritorna ad ogni Natale di anno dispari il film del regista toscano

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Puntuale come la revisione biennale dell’auto, ritorna ad ogni Natale di anno dispari la bischerata di Leonardo Pieraccioni e bisogna dire che non è la stessa ribollita proposta da quasi vent’anni più o meno riscaldata. È vero che il tema del Cenerentolo non è nuovo nel cinema, basta ricordare un campione della comicità come Jerry Lewis, protagonista dell’omonimo film di Frank Tashlin del 1960 o “il Cenerentolo” anche in versione fiorentina, già portato con scarso successo sugli schermi da Alessandro Paci nel 2004, ma almeno si respira qualcosa di nuovo, di meno usurato. È vero anche che il regista e attore toscano conferma anche in questa circostanza i suoi punti di riferimento, le sue certezze, i suoi totem come ad esempio: avere Massimo Ceccherini nel cast, innamorarsi di una donna bellissima, dover fare i conti con una ex moglie, andare sempre incontro ad una mare di guai, ma in questa circostanza c’è un maggiore gioco di squadra tra gli interpreti rispetto ai precedenti “fantastici viavai” dove la confusione regnava sovrana e il film si perdeva unicamente in un torrente di battute e sketch. Ovviamente non siamo ai livelli del Ciclone, il suo capolavoro per ritmo, interpretazione corale e soprattutto freschezza narrativa, ma qualcosa alla fine di buono resta per questo interprete della commedia all’italiana che si ispira a Monicelli, ma molto spesso in passato è caduto nella trappola del cinepanettone con film fotocopia. Il nostro di Firenze lo troviamo per fortuna un po’ meno Peter Pan anche perché come età ha toccato quota 50 e meno gigione del solito, interpretando un detenuto in semilibertà che come Cenerentola deve tornare prima della mezzanotte non perché si scioglie l’incantesimo ma per evitare guai con il direttore del carcere. Il tutto come sempre da riderci sopra.

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