I ‘piccoli’ bondisti di Ferrara sono i più colpiti tra le 4 banche
Vendite solo nel biennio 2006-2007 e quasi tutte retail
I clienti della Nuova Carife sono 97.596 e di questi 4.164, pari al 4,2%, sono detentori delle obbligazioni subordinate che sono state colpite dal decreto di risoluzione. Lo specifica uno studio analitico che la banca ha diffuso ieri sera. C’è il dato complessivo, calcolato con precisione, dell’entità del danno inflitto: 50,3 milioni di euro. È interessante scoprire che “solo” 4,2 milioni appartengono ai 187 clienti più esposti, cioè quelli con patrimonio finanziario presso la banca inferiore a 100mila di euro e concentrazione di bond subordinati superiore al 50%. A livello di quattro banche siamo a 1.010 persone per 27 milioni di controvalore. «Questo dato fornisce il perimetro delle situazioni personali più delicate, cui dare prioritaria attenzione - si legge nella nota - Il fondo di solidarietà è idoneo per capienza a coprire queste situazioni, che saranno valutate caso per caso». In realtà essendo la dotazione di 100 milioni di euro, si andrà a coprire anche molti casi medi (totale 93,4 milioni di esposizione), che per Carife sono 280 con una esposizione di altri 7,4 milioni. Sembra più difficile che il risarcimento possa scendere al terzo livello, cioè agli 8.065 bondisti Carife con patrimonio in banca superiore a 100mila e concentrazione in obbligazioni del 30% o meno. Colpisce che solo 9 milioni di bond Carife siano stati collocati a clienti istituzionali, con spalle robuste: Banca Marche ha un rapporto triplo, Etruria quasi paritario, nella media è la metà. E ancora: i bond Carife sono del 2006-2007, quando la percezione del rischio era labilissima, mentre altrove si è continuato a collocare fino al 2013.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
