Infiltrazioni nei garage «Noi in lite col Comune»
Protestano i residenti di un condominio di via Fabbri: costi scaricati sui cittadini Si reclama il rispetto di un accordo con l’ente sulla sistemazione di un piazzale
Sotto, i garage utilizzati dai proprietari di 70 alloggi, con i segni delle riparazioni delle infiltrazioni d'acqua in bella evidenza. Sopra, un'area piazzale al centro di una contesa tra il Comune e il condominio di via Giuseppe Fabbri (civici 162-166), posizionato tra le vie Pitteri e Roveroni.
«È un problema che si trascina da anni - spiega Michele Previati, amministratore dal 2011 -. Non è accettabile che un ente pubblico stipuli un contratto con un imprenditore privato, dettando precise regole e tempi, ma penalizzando alla fine del percorso unicamente i cittadini».
Tutto inizia nel 2000 quando il Comune firma una convenzione urbanistica con l'immobiliare Il Tetto (cui poi subentra l'immobiliare Fabbri) riguardante la costruzione della palazzina e la cessione al pubblico del piazzale, oltre che delle aree fronte strada via Fabbri, ciclabile di via Roveroni e tratto di via Pitteri. I primi problemi di infiltrazioni d'acqua vengono segnalati nel 2003: i condomini informano il Comune e presentano un esposto in procura circa i lavori eseguiti dall'impresa.
Nel 2007 le aree da cedere la Fabbri le passa a una sua controllata (la ditta Cappello), mentre il piazzale viene inglobato nei beni condominiali. Pare intanto che il Comune voglia escutere l'ipoteca della ditta costruttrice a garanzia dei lavori e invece l'ipotesi resterà un nulla di fatto.
Nel maggio 2013 si tiene un incontro tra i residenti e il sindaco Tagliani, che promette tempi brevi per risolvere il caso. A novembre il Comune scrive una lettera al condominio, la sostanza è questa: "Liberate il piazzale da eventuali ipoteche - dice Previati - e riaccatastate il bene in modo che sia possibile farlo diventare pubblico. Così poi il Comune fa i lavori, escute l'ipoteca ed eventualmente si rifà sulla ditta che non ha ottemperato agli obblighi". Il condominio esegue, va dal notaio per togliere le ipoteche dal piazzale e nel maggio 2015 si dice pronto per stipulare la convenzione.
A luglio la doccia fredda: «Il Comune - spiegano i residenti - scrive una lettera dicendo che deve essere il condominio a sistemare il piazzale, anche se gli accordi dicevano il contrario, e specifica che il nuovo accatastamento non è stato fatto a regola d'arte. Ci dà 120 giorni di tempo per sistemare il piazzale, oppure lo farà il Comune escutendo la polizza fideiussoria e rifacendosi sul condominio».
A novembre l'avvocato Maurizio Servidio risponde avanzando le ragioni dei residenti e dal Comune arriva una diffida istantanea: se entro un mese non vengono fatti i lavori subentra l'amministrazione, ma a quel punto gli accordi iniziali potrebbero saltare.
"Bisogna tenere presente - aggiunge Previati - che in base ai calcoli dello studio Mezzadri sistemare il piazzale, peraltro mai collaudato, costa sui 300-400mila euro. La convenzione del 2000 prevedeva che l'opera fosse finita nel 2003: a garanzia c'è una polizza fideiussoria pari all'importo dei lavori. La situazione ora invece è questa: il Comune non ha controllato, non ha escusso la polizza, così l'immobiliare ha avuto il tempo di uscire di scena indenne scaricando gli obblighi sul condominio". Tra i residenti il malumore è forte e si minaccia un nuovo esposto in procura.
Fabio Terminali
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