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Ospedale, la svolta in una mozione

di Annarita Bova

Il braccio di ferro per il San Camillo vede scritta la parola fine. Protesta in consiglio comunale, la Consulta insorge

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COMACCHIO. «L’amministrazione deve cercare di ottenere il migliore risultato possibile, c’è la concreta possibilità di partire subito completando in pochi mesi l’80% del San Camillo, che ad oggi è vuoto di attività». Così ha spiegato nelle scorse settimane a Comacchio il presidente della Provincia Tiziano Tagliani invitato a intervenire sulla questione ospedale. «Il restate 20%, legato all’ipotesi di lasciare il secondo piano a progetti di iniziativa provata, non può rischiare di bloccare tutte le attività. Si tratta di scegliere e di portare avanti subito un progetto che potrebbe essere molto più facile da difendere e fronte degli ulteriori tagli che ci attendono probabilmente nel 2016». Insomma, non si può più stare a discutere, secondo il presidente, sui massimi sistemi ed è arrivato il momento di prendere decisioni importanti. Così il consigliere ex Movimento 5 Stelle Enrico Mariano Calderone, sostenuto evidentemente da tutta la maggioranza, ha presentato ieri sera una mozione in consiglio comunale, chiedendo “l’attuazione della implementazione del presidio ospedalieri san Camillo in casa della Salute di tipo Grande, che permetta il mantenimento e potenziamento delle attuali prestazioni, fatta eccezione per l’ala del secondo piano per cui si chiede alla Regione e all’Azienda Ausl di poter valutare eventuali progettualità private che dovessero pervenire, evitando l’implementazione con altri servizi in questa fase e dunque lasciando liberi tali spazi”. “Aggiungere e non togliere”, dunque. Cosa potrebbe dunque cambiare nelle prossime settimane? Nessuna variazione al Piano rialzato e al Primo piano, dove resteranno i servizi di poliambulatorio, spogliatoi, radiologia, neurologia, salute donna, punto di primo intervento territoriale turistico. Al Secondo piano andrebbe la medicina di gruppo con ambulatori di nucleo, gruppo operatorio per implementazione, chirurgia ambulatoriale e quindi un’ala destinata ai privati. Al Terzo piano, ingresso dei pediatri di libera scelta, ambulatorio nucleo pediatrico, neuropsichiatria infantile, pediatria di comunità, ala dipartimento sanità pubblica. Al Quarto piano, ospedale di comunità, ala di riabilitazione incrementata negli spazi per permettere l’implementazione della stessa con i servizi esterni e migliore offerta per ospedale di comunità.

«Non staremo certo zitti - avevano detto i membri della Consulta - non avranno l’ospedale». Detto fatto, ieri sera si sono presentati in consiglio comunale, tutti insieme, indossando dei nasi da Pinocchio, «perché raccontato tutti solo bugie, ci ubriacano di parole - ha spiegato il presidente Marico Mezzogori - Ma noi sappiamo molto bene come sono andate le cose e non smetteremo mai di combattere per Comacchio».

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