A13, disastro nella nebbia
Ieri fra Ferrara Nord e Sud un morto, una cinquantina di feriti e un groviglio di veicoli
L’A13 ridotta a un enorme autoscontro, la nebbia che avvolge tutto, asfalto e campagna, in un biancore che rende ogni prospettiva uniforme e quasi cieca. È lo scenario che si sono trovati di fronte centinaia di automobilisti e camionisti, ieri mattina, tra il ponte del Po e Altedo. La visibilità limitata (intorno agli 80 metri) ha provocato una serie di temponamenti a catena. Alcune ore più tardi, verso le 13.15, in un altro incidente che si è aggiunto a quelli della mattina, ha trovato la morte tra Ferrara Nord e Ferrara Sud Roberto Rizzati, 47 anni, agricoltore residente ad Albaredo d’Adige (VR).
Il veicolo su cui viaggiava ha tamponato un tir, in coda con altri mezzi pesanti. L’auto si è accartocciata attorno allo spigolo di un grosso camion e per il conducente non c’è stato niente da fare. La coda, informa la Società Autostrade, era presegnalata sui pannelli a messaggio variabile. La nebbia a quell’ora si era già alzata e le condizioni di visibilità erano migliorate.
La circolazione è stata chiusa per ore tra Ferrara Nord e Altedo in direzione di Bologna. A causa di altri incidenti è stato chiuso in mattinata anche un tratto sulla corsia nord, verso Padova.
Sarebbero stati almeno 7 gli incidenti, di cui 2 verso Padova e 5 verso Bologna. Complessivamente sono risultati coinvolti circa 40 veicoli - questo un bilancio fatto ieri mattina - fra i quali un pullman e una diecina di mezzi pesanti. Una cinquantina i feriti, secondo i dati forniti dal 118, l’emergenza sanitaria di area vasta. Tra questi 17 assistiti a Ferrara, 7 all’ospedale Maggiore di Bologna, 10 al Sant’Orsola di Bologna, 10 a Bentivoglio, nel Bolognese.
Negli ospedali di Ferrara e provincia è stato attivato il “Piano di emergenza interno per massiccio arrivo di feriti” (poi rientrato dopo aver verificato un impatto sanitario che si è dimostrato inferiore al previsto). Dal 2013 questo piano di intervento è un punto di riferimento per la sanità locale: dalla direzione medica e dalla direzione delle professioni è stato allertato tutto il personale sanitario delle unità operative potenzialmente coinvolte ed è stato rinforzato il personale del pronto soccorso, ha precisato ieri l’azienda Sant’Anna.
Al ps di Cona sono arrivati in tutto 17 feriti provenienti dall’A13, mentre sulla viabilità ordinaria della città, verso Bologna e il Veneto, il traffico è rimasto intasato per ore. Tutti i pazienti sono stati trasportati dalle ambulanze, tranne un paio di persone giunte con mezzi propri. Tra gli assistiti anche cinque vigili del fuoco e 2 autisti dei mezzi di soccorso, rimasti intossicati dai vapori dell’ossido di zinco fuoriuscito da una cisterna coinvolta nel maxi tamponamento. Una parte dell’area del pronto soccorso è stata temporaneamente recintata con nastro rosso nel corso delle attività di decontaminazione. Quattro i codici più gravi, due rossi, due gialli e tutti gli altri verdi.
Tra i pazienti giunti a Ferrara alcuni sono stati ricoverati. Una donna di 38 anni ha riportato la frattura del massiccio facciale (30 giorni di prognosi), un camionista di 36 anni ha subito l’amputazione delle dita di un piede, un uomo di 37 anni e una donna di 44 hanno riportato nell’urto un trauma al volto. Un giovane rumeno di 29 anni è stato sottoposto a cure mediche per la rottura del tendine del calcagno.
Trenta giorni di prognosi, ancora, per un uomo di Schio (Vi) a causa di un politrauma; anche un giovane di 26 anni ha dovuto essere medicato per un politrauma e per la frattura di un dito di una mano.
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